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Originari di Dundalk, nella contea di Louth, i Corrs sono tra i gruppi irlandesi più popolari degli ultimi trent’anni. Riunendo tre sorelle e il loro fratello, il gruppo ha venduto più di 40 milioni di album in tutto il mondo grazie a una formula musicale immediatamente riconoscibile.
La loro musica unisce le melodie pop rock alle sonorità del violino, del tin whistle e del bodhrán. Questo incontro tra produzione contemporanea e tradizione irlandese ha dato vita a brani come Runaway, What Can I Do, Dreams, So Young e Breathless.
Dopo una lunga pausa dedicata alla famiglia e a diversi progetti personali, i Corrs si sono riuniti nel 2015. Ancora attivi, sono tornati sui grandi palcoscenici internazionali e continuano a esibirsi in tournée anche nel 2026.
I Corrs sono i figli di Gerry e Jean Corr, due musicisti amatoriali che vivevano a Dundalk. Il padre lavorava in particolare per l’Electricity Supply Board, mentre la madre suonava il pianoforte e cantava.
La musica occupava un posto importante nella vita familiare. Fin da giovani, i figli impararono a suonare diversi strumenti e familiarizzarono tanto con le canzoni popolari quanto con le melodie tradizionali irlandesi.
Jim e Sharon iniziarono a esibirsi insieme, prima di essere raggiunti da Caroline e Andrea. Il gruppo prese forma intorno al 1990.
Ogni membro ha un ruolo specifico:
Questa versatilità permette al gruppo di passare da una ballata acustica a un brano pop molto più prodotto, per poi arrivare a uno strumentale ispirato al repertorio tradizionale irlandese.
Nel 1991, i quattro membri della famiglia fecero un provino per apparire in The Commitments, il film di Alan Parker dedicato a un gruppo soul formato nei quartieri popolari di Dublino.
Andrea ottenne un piccolo ruolo recitato, quello di Sharon Rabbitte. Anche Jim, Sharon e Caroline apparvero sullo schermo come musicisti. La loro partecipazione rimase modesta, ma quel provino permise loro di incontrare John Hughes.
Colpito dal loro potenziale, John Hughes diventò il loro manager. Avrebbe svolto un ruolo essenziale nello sviluppo della loro carriera. Contrariamente a un’informazione spesso ripetuta, il produttore canadese David Foster non è mai stato il manager dei Corrs.
Il gruppo iniziò a esibirsi in pub, club e piccoli locali. In particolare, una performance al Whelan’s di Dublino attirò l’attenzione di Jean Kennedy Smith, allora ambasciatrice degli Stati Uniti in Irlanda.
I Corrs furono invitati a esibirsi a Boston durante i Mondiali di calcio del 1994. Questa visibilità permise loro di avvicinarsi all’industria musicale americana.
I Corrs incontrarono David Foster, celebre produttore che aveva lavorato con artisti come Céline Dion e Whitney Houston. Convinto dalla loro performance, accettò di produrre il loro primo album.
Forgiven, Not Forgotten fu registrato principalmente in California e pubblicato nel settembre 1995 dalle etichette 143, Lava e Atlantic Records.
L’album definì immediatamente la loro identità musicale. Le canzoni pop si alternano a passaggi strumentali in cui si sentono violino, tin whistle e bodhrán. Brani come Runaway, The Right Time e Forgiven, Not Forgotten ottennero un notevole successo.
L’album funzionò particolarmente bene in Irlanda, Australia, Canada, Giappone e in diversi Paesi europei. Il gruppo fece anche da supporto in alcune date dei concerti di Céline Dion, facendosi conoscere da un pubblico più ampio.
Pubblicato nel 1997, Talk on Corners ebbe un inizio più lento del previsto nel Regno Unito. Sarebbe tuttavia scorretto parlare di successo mediocre: l’album finì per diventare il più grande trionfo commerciale del gruppo.
La carriera del disco fu rilanciata da una cover di Dreams dei Fleetwood Mac, registrata nell’ambito di un album tributo al gruppo. Anche nuove versioni di What Can I Do e So Young contribuirono a conquistare le radio britanniche.
Il concerto dei Corrs alla Royal Albert Hall, organizzato a Londra per il giorno di San Patrizio del 1998 e trasmesso dalla BBC, segnò un altro punto di svolta. Permise al pubblico di scoprire la dimensione irlandese del gruppo e le sue qualità dal vivo.
Talk on Corners raggiunse infine per sei volte il primo posto della classifica britannica. Divenne uno degli album più venduti degli anni Novanta nel Regno Unito e trascinò anche il loro primo disco nuovamente ai vertici delle classifiche.
Il 17 luglio 1999, i Corrs si esibirono davanti a circa 45.000 persone nello stadio di Lansdowne Road, a Dublino. Questo concerto rappresenta uno dei momenti più emblematici della loro carriera.
Il concerto MTV Unplugged dei Corrs fu registrato il 5 ottobre 1999 agli Ardmore Studios, nella contea di Wicklow. Non precede quindi il concerto di Lansdowne Road: fu registrato alcuni mesi dopo.
Affiancato da musicisti aggiuntivi e da un’orchestra, il gruppo rivisitò i suoi brani principali con arrangiamenti acustici. Il programma comprendeva anche una cover di Everybody Hurts dei R.E.M. e diversi brani tradizionali.
L’album e il video tratti da quella serata ottennero un successo internazionale. Interpretazioni come Radio, Runaway e What Can I Do divennero, per molti fan, importanti quanto le versioni originali.
Il concerto permise soprattutto di cogliere il ruolo degli strumenti tradizionali nell’identità dei Corrs, talvolta attenuato dalla produzione molto pop dei loro album in studio.
La madre dei quattro musicisti, Jean Corr, morì nel novembre 1999 dopo una malattia polmonare. Questa scomparsa sconvolse profondamente la famiglia, mentre il gruppo si trovava all’apice della carriera.
Nel luglio 2000, i Corrs pubblicarono In Blue. Prodotto in uno stile più pop rispetto agli album precedenti, il disco contiene in particolare Breathless, Irresistible e Give Me a Reason.
Breathless diventò uno dei loro più grandi successi internazionali e raggiunse il primo posto nel Regno Unito. La canzone valse inoltre al gruppo una candidatura ai Grammy Awards.
Questa evoluzione musicale divise talvolta gli estimatori delle prime registrazioni, che rimpiangevano una presenza meno marcata della musica tradizionale. Permise tuttavia ai Corrs di conquistare le radio pop e di consolidare la loro dimensione internazionale.
Dopo la raccolta Best of The Corrs del 2001 e la registrazione dal vivo Live in Dublin del 2002, il gruppo pubblicò il quarto album in studio, Borrowed Heaven, nel 2004.
Il disco comprende in particolare Summer Sunshine, Angel e Long Night. Unisce ancora una volta pop, armonie vocali e influenze irlandesi, senza ritrovare l’ampiezza commerciale di Talk on Corners o di In Blue.
Nel 2005, i Corrs registrarono Home, un album dedicato in larga parte a canzoni tradizionali irlandesi. Diversi brani provengono dal repertorio che la loro madre cantava o suonava un tempo.
È quindi soprattutto Home, e non In Blue, a dover essere considerato l’omaggio musicale del gruppo a Jean Corr.
L’album comprende in particolare My Lagan Love, Spancill Hill, Black Is the Colour e Moorlough Shore. Il suo approccio è meno commerciale, ma occupa un posto particolare nella discografia dei Corrs per il suo radicamento culturale.
Dopo l’uscita di Home, i membri dei Corrs misero gradualmente il gruppo in pausa. L’interruzione non fu legata a una separazione conflittuale. I quattro musicisti desideravano soprattutto dedicarsi alla vita familiare e a progetti personali.
Andrea Corr sviluppò una carriera di attrice e pubblicò due album solisti: Ten Feet High nel 2007 e Lifelines nel 2011. Si esibì anche a teatro e partecipò a diverse produzioni cinematografiche.
Sharon Corr pubblicò a sua volta diversi album, tra cui Dream of You nel 2010, The Same Sun nel 2013 e The Fool and the Scorpion nel 2021. Proseguì parallelamente i concerti e le collaborazioni.
Queste carriere soliste non raggiunsero le vendite mondiali dei Corrs, ma non possono essere ridotte a degli insuccessi. Permisero alle due artiste di esplorare un repertorio più personale e di continuare a esibirsi al di fuori del contesto familiare.
Il gruppo annunciò la reunion nel 2015 e pubblicò White Light nel mese di novembre. L’album affronta in particolare il tema del tempo, della famiglia, dell’emigrazione e del ritorno alla musica.
Contiene i brani Bring on the Night, I Do What I Like e Ellis Island. L’uscita fu accompagnata da una tournée internazionale, che confermò la fedeltà del pubblico al gruppo.
Nel 2017 uscì Jupiter Calling, prodotto da T Bone Burnett. La registrazione privilegia un approccio più organico, con riprese spesso effettuate dal vivo e una produzione meno levigata rispetto ai grandi successi pop del gruppo.
L’accoglienza commerciale rimase più discreta, ma l’album fu apprezzato per gli arrangiamenti sobri e l’atmosfera acustica. È il settimo album in studio dei Corrs.
A partire dal 2022 e dal 2023, i Corrs hanno moltiplicato le apparizioni e le tournée in Australia, Nuova Zelanda e Asia. In seguito sono tornati sui palcoscenici britannici e irlandesi con una tournée dedicata all’album Talk on Corners.
Nel 2024, il gruppo si è esibito in particolare a Dublino e a Londra. Sei dei suoi album in studio sono stati inoltre ristampati per la prima volta su vinili colorati.
La tournée è proseguita nel 2025 con concerti in Irlanda, Regno Unito, Germania e Spagna. I Corrs si sono esibiti in particolare a Cork e nel parco di St Anne a Dublino.
Il gruppo è ancora attivo nel 2026, con diversi concerti annunciati in Spagna e ad Abu Dhabi. Sul sito ufficiale dei Corrs non è tuttavia ancora stata comunicata alcuna data di uscita ufficiale per un ottavo album in studio.
Da diversi anni Jim Corr utilizza i propri account personali per difendere opinioni controverse su vari temi politici, sanitari e ambientali.
Durante la pandemia di Covid-19, criticò in particolare le restrizioni sanitarie, l’uso della mascherina e la vaccinazione. Alcune pubblicazioni sono state denunciate dai media irlandesi come disinformazione o teorie del complotto.
La sua partecipazione a manifestazioni e le sue dichiarazioni sui vaccini hanno provocato diverse polemiche.
Queste prese di posizione sono personali. Andrea, Sharon e Caroline Corr non le hanno pubblicamente fatte proprie e il gruppo non le presenta come parte della propria identità artistica.
La discografia in studio dei Corrs comprende sette album:
MTV Unplugged e Live in Dublin sono album registrati dal vivo, mentre Best of The Corrs è una raccolta. Non devono quindi essere conteggiati tra gli album in studio.
Con il loro mix di pop, folk e strumenti tradizionali, i Corrs hanno contribuito a diffondere nel mondo un’immagine contemporanea della musica irlandese. Il loro ritorno sui palcoscenici dimostra che le loro canzoni continuano a coinvolgere un pubblico ben oltre la generazione che li scoprì negli anni Novanta.