Per i Fontaines D.C., l’Irlanda non fa da semplice sfondo. Attraversa gli accenti, le letture, i ricordi di strade e le domande che ci si porta dietro quando si lascia il proprio Paese. Nato a Dublino, il gruppo ha fatto del rock un modo per osservare la propria epoca, ampliando poi gradualmente il proprio orizzonte sonoro. Dall’energia nervosa di Dogrel ai paesaggi più inquieti dei dischi recenti, la loro storia racconta anche quella di un’identità che si trasforma senza scomparire.
I Fontaines D.C. sono un gruppo irlandese formatosi a Dublino, con Grian Chatten alla voce, Carlos O’Connell e Conor Curley alle chitarre, Conor Deegan al basso e Tom Coll alla batteria. Il loro punto d’incontro è il BIMM di Dublino, la scuola di musica dove studiano prima di lanciarsi sulla scena locale.
L’istituto conserva traccia di un’apparizione all’evento Live & Lyrical nell’ottobre 2014, seguita da un concerto da headliner del BIMM Live al Tivoli Theatre nel 2017. Questi riferimenti ricordano che il loro successo non è iniziato con un album improvvisamente scoperto all’estero: si è costruito prima nelle sale da concerto, nelle prove e nei legami stretti a Dublino.
Secondo la biografia di AllMusic, il nome Fontaines rimanda a Johnny Fontane, personaggio de Il padrino. Le iniziali D.C., per Dublin City, sono state aggiunte per distinguere il gruppo da un’altra formazione. Sono diventate una firma geografica immediatamente riconoscibile.
Prima dei grandi palchi, il gruppo forgia la propria identità con singoli come Liberty Belle, Hurricane Laughter e Too Real. I concerti contano in questa fase di apprendistato: le canzoni devono reggere davanti al pubblico, senza la protezione di una produzione spettacolare.
Dogrel, il primo album, pubblicato il 12 aprile 2019, dà una forma duratura a questo slancio. La candidatura al Mercury Prize contribuisce a collocare il gruppo nel panorama musicale britannico e irlandese. Anche le prime tournée con Shame e IDLES favoriscono la sua apertura internazionale, come ricorda la sua presentazione da parte del BIMM.
All’ascolto, il disco colpisce per la sua essenzialità: chitarre tese, una sezione ritmica che avanza e una voce il cui accento non viene smussato. Big, Too Real e Boys in the Better Land sono accessi diretti a questo universo. Per scoprire il gruppo, è meglio ascoltarli insieme che ridurre gli esordi a una semplice etichetta post-punk.
Il secondo album, A Hero’s Death, esce il 31 luglio 2020. Raggiunge il secondo posto nelle classifiche degli album del Regno Unito e dell’Irlanda e ottiene una candidatura ai Grammy Awards. Il riconoscimento arriva dunque molto presto, senza che il gruppo resti prigioniero della formula dei primi brani.
Il contrasto con Dogrel si sente negli spazi lasciati alle voci e in un’atmosfera più introspettiva. La title track offre un buon termine di paragone: qui la ripetizione non crea soltanto tensione, ma assume anche la forma di un’insistenza quasi meditativa. È un altro modo di sostenere una canzone, meno impaziente di dire tutto.
Pubblicato il 22 aprile 2022, Skinty Fia diventa il loro primo album al numero uno in Irlanda e nel Regno Unito. La loro etichetta Partisan Records lo presenta come un disco attraversato da un rapporto a distanza con il Paese d’origine. Il titolo riprende un’espressione irlandese tramandata in forma anglicizzata, associata all’immagine del grande cervo scomparso.
Questo cambio di prospettiva è fondamentale. In un’intervista a Double J, Conor Curley spiega che il trasferimento a Londra ha rafforzato l’attaccamento al ricordo del Paese. L’Irlanda diventa qualcosa che si porta con sé, anziché un ambiente da attraversare ogni giorno.
Jackie Down the Line, Roman Holiday e Bloomsday permettono di cogliere i diversi volti di questo disco. Vi si possono cercare lo slancio melodico, il disagio o la nostalgia, senza supporre che ogni frase sia una dichiarazione politica o una confessione letterale.
Il 23 agosto 2024, Romance esce per XL Recordings. Prodotto da James Ford, segna una nuova tappa. Nella pagina del disco pubblicata da XL, Grian Chatten collega il suo messaggio all’idea di preservare l’amore in un mondo minacciato.
Starburster e Favourite offrono due porte d’accesso complementari: la tensione ritmica dell’uno e la limpidezza melodica dell’altro. Accostarli mostra l’ampiezza raggiunta dal gruppo. L’energia degli inizi rimane, ma ora può assumere forme meno immediatamente riconoscibili.
Il singolo It’s Amazing to Be Young, pubblicato nel febbraio 2025, e poi un’edizione ampliata di Romance in primavera prolungano questo periodo. Vanno distinti da un nuovo album in studio: sono ulteriori tappe di un ciclo già avviato.
Al 29 ottobre 2026, il loro quinto album in studio è Dopamine Chamber, uscito il 16 ottobre per XL. L’etichetta conferma l’uscita e pubblica una presentazione di Chatten incentrata sull’alterazione delle percezioni, la perdita di sensibilità e una visione più cupa di quella di Romance.
Il sito del gruppo lo colloca ormai in cima alla loro discografia. La loro traiettoria continua dunque a spostarsi: raccontare oggi i Fontaines D.C. impone di andare oltre l’immagine di giovani musicisti scoperti con Dogrel.
Nelle interviste su Skinty Fia, Grian Chatten cita in particolare Joyce, Flann O’Brien e Patrick Kavanagh. Questo rapporto con la letteratura non è un certificato di rispettabilità aggiunto al rock: illumina l’attenzione per le voci, i luoghi e le contraddizioni di un Paese. Dublino può essere amata senza essere idealizzata; la partenza può essere desiderata senza cancellare la nostalgia.
Un esempio particolarmente significativo è In ár gCroíthe go deo, il cui titolo significa «nei nostri cuori per sempre». In un’intervista concessa a Hot Press, Chatten spiega che la canzone si ispira al caso di Margaret Keane e al rifiuto iniziale di un epitaffio in irlandese sulla sua tomba in Inghilterra. Il brano trasforma così una storia familiare in un interrogativo sul posto riconosciuto a una lingua.
Nella stessa intervista, il cantante precisa inoltre che il loro attaccamento alla cultura irlandese non deve essere confuso con un nazionalismo ostile. Questa distinzione evita di trasformare la loro opera in uno slogan. I Fontaines D.C. esprimono una relazione complessa con l’appartenenza, l’esilio e lo sguardo degli altri, non una definizione unica di ciò che dovrebbe essere un irlandese.
Iniziate da Dogrel per cogliere lo slancio iniziale, poi passate a Skinty Fia per capire come la distanza cambi lo sguardo. A Hero’s Death e Romance permettono quindi di ascoltare gli spostamenti musicali, prima di affrontare Dopamine Chamber come il capitolo più recente.
Per chi visita Dublino, questo ascolto offre un contrappunto alle immagini più familiari della città. Non sostituisce né una storia sociale né una visita guidata, ma invita a prestare attenzione agli accenti e ai racconti di un’Irlanda contemporanea. Per i concerti, consultate sempre gli annunci ufficiali del gruppo e delle sale: una data annunciata non garantisce che ci siano ancora biglietti disponibili.