Terence MacSwiney
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Terence MacSwiney

Nationalistes irlandais
Terence MacSwiney - Domaine public

Terence MacSwiney (1879-1920) è una figura di spicco nella lotta per l’indipendenza dell’Irlanda. Sindaco di Cork, drammaturgo e poeta, fu uno dei protagonisti della storia irlandese impegnati contro la presenza britannica sul suolo irlandese. Conosciuto per il suo carattere forte, segnò la storia dell’Irlanda iniziando uno sciopero della fame di 74 giorni… mentre era detenuto in Inghilterra durante la Guerra d’Indipendenza irlandese.
Un atto di coraggio che purtroppo si concluse con la sua morte. La sua lotta suscitò indignazione e commozione nella comunità internazionale. Ancora oggi, la sua storia risveglia in molti irlandesi un profondo sentimento patriottico…

Storia di Terence MacSwiney

L’irlandese che osò sfidare l’Inghilterra

Siamo il 12 agosto 1920, a Cork. Terence MacSwiney, sulla quarantina, è sindaco di Cork. Appassionato di arti e lettere, porta con sé la convinzione profonda che l’Irlanda sia uno Stato in divenire, che deve liberarsi dal giogo inglese. Invita quindi gli inglesi a ritirarsi dal paese e a lasciare agli irlandesi il diritto di determinare il proprio destino nazionale.

Molto attivo nella lotta indipendentista, MacSwiney moltiplica gli atti di “ribellione” e partecipa a assemblee segrete, giudicate illegali dai britannici. Questi incontri gli permettono di confrontarsi con altri repubblicani sulla questione dell’indipendenza irlandese.

Un’attività illegale che gli costerà un arresto brutale.

Verso le 19:30, Terence MacSwiney si accorge che truppe sono schierate intorno al municipio, decise a catturarlo. Viene rapidamente arrestato e trattato come un cospiratore.

Viene quindi inviato in Inghilterra per un processo militare. I britannici intendono farne un esempio per intimidire gli oppositori irlandesi rimasti in Irlanda. Ma non avevano fatto i conti con il forte carattere del sindaco di Cork, deciso a lottare fino alla fine.

Dal primo giorno del processo, MacSwiney gioca la carta della provocazione dichiarando illegale quella corte marziale. Chiede di essere giudicato in Irlanda dai suoi pari, non da un tribunale britannico che considera illegittimo. Una dichiarazione che non piace affatto al tribunale inglese, che decide di incarcerarlo a Brixton, in Inghilterra.

Inizia lo sciopero della fame… e suscita indignazione internazionale

Nonostante la condanna, il sindaco di Cork non cede e decide di iniziare uno sciopero della fame. Viene ricoverato all’infermeria del carcere. Il personale tenta di convincerlo a interrompere lo sciopero, ma MacSwiney non cede mai. Rifiuta categoricamente di alimentarsi e si indebolisce rapidamente.

Un atto di coraggio che presto attira l’attenzione della comunità internazionale. Numerosi paesi europei volgono lo sguardo verso la prigione di Brixton. I giornalisti seguono con attenzione questo irlandese deciso a morire da martire in nome dell’indipendenza dell’Irlanda.

I paesi esprimono la loro indignazione e si moltiplicano gli atti di solidarietà. Messe vengono organizzate in tutta Europa… La diaspora irlandese promuove eventi per sensibilizzare sulla situazione…

Anche l’Irlanda rende omaggio al suo martire. A Dublino e a Cork si tengono preghiere pubbliche che radunano fino a 40.000 persone in alcuni luoghi. Persino la birreria Guinness interrompe la produzione per partecipare all’evento.

Anche in Inghilterra si avverte una spaccatura. Inizia a farsi sentire un piccolo movimento che chiede la liberazione del sindaco di Cork.

La vicenda assume così un’importanza sottovalutata dal governo britannico. La tensione raggiunge il culmine. È una vera e propria sfida tra l’Inghilterra e l’indipendentista irlandese. E a complicare le cose, c’è l’attenzione della comunità internazionale.

I britannici si trovano in difficoltà. È difficile immaginare una via d’uscita dal conflitto. Liberare MacSwiney significherebbe rinunciare ai loro diritti sull’Irlanda. Tuttavia, per l’Inghilterra è impensabile fare un passo verso gli irlandesi, perché sarebbe considerato un segno di debolezza…

MacSwiney resiste nonostante la sofferenza

I giorni passano, le settimane scorrono e lo stato di salute del sindaco di Cork peggiora pericolosamente.

Un medico inglese viene inviato d’urgenza in carcere con l’obiettivo di convincere l’irlandese a nutrirsi. Ma nulla cambia. Nonostante le argomentazioni convincenti del dottore, il sindaco di Cork resiste.

Lo sciopero della fame dura ormai quasi 70 giorni. Le sue condizioni si aggravano e la sofferenza è totale. Perde parzialmente la vista, soffre di vertigini e inizia a vedere un declino delle sue facoltà mentali. Nella notte tra il 24 e il 25 ottobre 1920, rende l’ultimo respiro.

Per l’Irlanda e l’opinione pubblica internazionale è un trauma. La sua morte provoca un profondo sconvolgimento nel mondo. La sua bara viene trasportata in Irlanda, che gli rende un sentito omaggio.

Acclamato per il suo coraggio e la sua determinazione, Terence MacSwiney è da allora diventato una figura simbolo della lotta contro la presenza britannica in Irlanda. Fu l’uomo che osò sfidare l’Inghilterra.

Il suo sciopero della fame contribuì a sensibilizzare l’opinione pubblica sulla situazione politica dell’Irlanda. Per alcuni esperti, questa protesta avrebbe addirittura accelerato la fine della Guerra d’Indipendenza irlandese, un anno dopo…

Purtroppo, questo tragico episodio della storia anglo-irlandese avrà eco molti anni dopo. Infatti, un repubblicano nordirlandese, Bobby Sands, sfiderà anch’egli l’Inghilterra iniziando uno sciopero della fame nel 1981. Il suo obiettivo era essere riconosciuto come prigioniero politico. Dopo settimane di digiuno, la sua protesta lo porterà alla morte… suscitando un clamore internazionale simile a quello suscitato da MacSwiney nel 1920.