Prima di aprire i concerti di grandi tournée, Aaron Rowe ha cantato a lungo nei pub di Dublino. È in questi locali, dove occorre catturare l’attenzione tra una conversazione e l’altra, che ha imparato a sostenere una canzone. La sua voce leggermente roca, la chitarra e i racconti di famiglia delineano oggi un universo a cavallo tra folk, pop e soul. Con Exodus, il suo primo EP pubblicato nel 2025, il musicista del sud di Dublino comincia a far ascoltare le sue storie ben oltre la città in cui è cresciuto.
Aaron Rowe è un cantante e chitarrista irlandese originario di Monkstown Farm, nella zona di Dún Laoghaire, a sud di Dublino. Questo territorio e le persone che vi ha conosciuto occupano un posto importante nelle sue canzoni. I suoi testi evocano i legami familiari, le partenze e le emozioni che talvolta si fatica a esprimere direttamente.
La sua biografia pubblicata da Sony Music racconta di un adolescente incoraggiato dagli insegnanti del coro, ma esitante nel mostrare la propria passione agli amici. Pratica anche boxe e kickboxing e per un periodo prende in considerazione il mestiere di elettricista. La musica finisce per occupare sempre più spazio, man mano che trova il coraggio di cantare davanti agli altri.
Tra le sue influenze figurano Sam Cooke, Otis Redding e James Brown, ma anche gruppi britannici come Oasis e The Stone Roses. Questo intreccio chiarisce il suo approccio: l’espressività vocale conta quanto la melodia e gli arrangiamenti devono lasciare spazio al racconto.
Il suo universo si colloca in una folk-pop aperta alla soul e alla canzone irlandese. Per scoprirlo, tuttavia, è meglio iniziare ascoltando il modo in cui la sua voce si aggrappa alle parole: il timbro, i respiri e le crescite d’intensità fanno parte di ciò che racconta.
Aaron Rowe si forma per anni nel circuito dei pub di Dublino. Vi interpreta cover, talvolta nel corso di giornate particolarmente intense. Questa attività è al tempo stesso un mestiere e una scuola: tenere una sala richiede resistenza e la capacità di cogliere le reazioni del pubblico.
Nelle sue interviste parla anche dei limiti di quel periodo. Suonare continuamente le canzoni degli altri può lasciare poco spazio allo sviluppo delle proprie. Il passaggio a un repertorio personale rappresenta quindi una vera tappa della carriera, al di là del cambiamento nelle dimensioni delle sale.
I pub contribuiscono anche ad ampliare la sua rete di contatti. La presentazione dell’artista da parte del Grand Ole Opry ripercorre le sue esibizioni al The Dame Tavern e al Cassidy’s, così come l’incontro con Lewis Capaldi. Il sostegno di quest’ultimo lo aiuta poi a raggiungere un pubblico più ampio.
Rowe apre i concerti di Capaldi nel 2025 e partecipa a date della tournée di Ed Sheeran in Australia nel 2026. Queste occasioni prolungano una lunga esperienza dal vivo. Soprattutto, permettono alle sue canzoni di incontrare ascoltatori che ancora non lo conoscono.
Pubblicato nel 2025, Hey Ma è il suo primo singolo. La canzone si rivolge a sua madre e affronta la nostalgia di casa mentre lavora in Inghilterra. Attraverso questo legame intimo emergono anche l’attaccamento a un quartiere e la difficoltà di allontanarsi da chi ha accompagnato i suoi inizi.
È una porta d’accesso particolarmente eloquente al suo universo: il brano parte da una situazione precisa per esprimere un sentimento ampiamente condiviso. La partenza non cancella i legami; talvolta li rende ancora più presenti.
Talking With You si ispira al suo rapporto con lo zio Mick. Il cantante ritrova qui il peso affettivo di momenti molto semplici: stare insieme, commentare le notizie o guardare le corse. La distanza conferisce a queste abitudini un valore nuovo.
Questa attenzione ai gesti quotidiani attraversa i suoi primi brani. Non si tratta soltanto di raccontare grandi eventi: una conversazione familiare, o la sua assenza, può bastare a sostenere una canzone.
Pubblicato il 12 settembre 2025 per Columbia Records, Exodus riunisce cinque brani: Hey Ma, Talking With You, Lose Lose, Drawing The Line e The Lane. Si tratta di un EP, un formato più breve di un album.
In un’intervista a Music Week, Rowe collega questo titolo alla sua partenza per l’Inghilterra e a un riferimento all’album omonimo di Bob Marley. Il progetto costituisce un primo insieme coerente attorno al movimento, ai legami e alla vita che si porta con sé.
The Lane permette di affrontare il suo rapporto con la trasmissione familiare. Il punto di partenza risale a conversazioni su suo padre e suo nonno, così come ai luoghi in cui hanno vissuto. Il brano tocca anche la difficoltà, per alcuni uomini di quelle generazioni, di esprimere il proprio affetto.
Per un primo ascolto, seguire i cinque brani nel loro ordine è un buon modo per andare oltre il solo singolo. La brevità del formato rende l’esperienza accessibile, lasciando al tempo stesso emergere diverse sfumature della sua scrittura.
Nel 2026, il suo catalogo si arricchisce di Please Don’t Hate Me, John’s Song, Hollywood Sign e Forever Now. Queste pubblicazioni proseguono i suoi esordi discografici e offrono nuovi punti di riferimento per seguirne l’evoluzione.
Alla data di redazione di questo ritratto, il suo catalogo ufficiale presenta Exodus come il suo primo EP, accompagnato da singoli. Occorre quindi distinguere queste uscite da un primo album in studio, senza trasformare una fase ancora in corso in una discografia già consolidata.
In un’intervista a NOTION, Rowe spiega che John’s Song si ispira a un membro della sua famiglia morto durante la battaglia della Somme. Alcune lettere ritrovate hanno alimentato questo lavoro, facendo emergere percorsi familiari coinvolti nelle tensioni dell’epoca.
Il brano dà spazio anche a strumenti associati alla musica irlandese, in particolare banjo, tin whistle e fiddle. Questo incontro tra memoria personale e racconto storico apre un’altra prospettiva sulla sua scrittura.
| Anno | Titolo | Formato |
|---|---|---|
| 2025 | Hey Ma | Singolo, incluso in Exodus. |
| 2025 | Talking With You | Singolo, incluso in Exodus. |
| 2025 | Lose Lose | Singolo, incluso in Exodus. |
| 2025 | Exodus | Primo EP, cinque brani. |
| 2026 | Please Don’t Hate Me | Singolo. |
| 2026 | John’s Song | Singolo. |
| 2026 | Hollywood Sign | Singolo. |
| 2026 | Forever Now | Singolo. |
Il suo percorso offre uno sguardo sul ruolo che i pub possono svolgere nella formazione dei musicisti irlandesi. Durante un soggiorno a Dublino, assistere a una serata acustica permette di ritrovare questo contesto di vicinanza tra cantante e pubblico. Ciò non significa tuttavia che Aaron Rowe si esibisca ancora regolarmente nei locali dei suoi esordi.
Per conoscere le sue date, consulta il sito ufficiale di Aaron Rowe e le sale annunciate.