Mentre il governo di Theresa May è in piena crisi riguardo alla Brexit, tutte le attenzioni si concentrano ora sull’Irlanda del Nord, vero e proprio ostaggio della separazione tra il Regno Unito e il resto d’Europa.
Molti temono l’impatto futuro della Brexit: ci sarà una frontiera fisica? Il territorio beneficerà di una deroga eccezionale per rimanere allineato alle norme dell’Unione Europea? Quali saranno le restrizioni economiche e turistiche? Quali documenti dovranno presentare i viaggiatori che passeranno dalla Repubblica d’Irlanda all’Irlanda del Nord?
Tante domande che al momento restano senza risposta. Va detto che lo scontro tra U.E. e Inghilterra continua senza che nessuna delle due parti mostri segni di cedimento.
In una posizione difficile, la Premier britannica Theresa May ha appena chiesto di posticipare la votazione sull’accordo Brexit al Parlamento. Una mossa molto criticata, con molti esponenti politici che accusano la leader di temporeggiare.
Se Theresa May cerca di guadagnare tempo, è soprattutto per trovare un’alternativa alle proposte di Bruxelles.
Il nodo cruciale resta sempre lo stesso: U.E. e Inghilterra si scontrano ancora sul tema dell’Irlanda del Nord e di una possibile frontiera. L’Europa vorrebbe infatti istituire un “backstop“, una sorta di soluzione temporanea alla Brexit, per evitare di tracciare una frontiera fisica tra la Repubblica d’Irlanda e l’Irlanda del Nord. In questo modo, la provincia nordirlandese continuerebbe a seguire la legislazione europea in attesa di un accordo definitivo. Un vantaggio reale per l’Europa, che potrebbe così mantenere i suoi scambi commerciali con la provincia.
Una proposta respinta categoricamente da Theresa May, che la interpreta come una forma di riunificazione delle due Irlande. Secondo lei, ciò potrebbe ispirare gli irlandesi a rivendicare una possibile fusione dei due territori. Una situazione fonte di grande preoccupazione per il governo britannico, che deve anche affrontare le aspirazioni indipendentiste della Scozia. Perciò è fuori discussione cedere l’Irlanda del Nord all’Europa e alla Repubblica d’Irlanda: secondo Londra, perderebbe molto di più rispetto all’istituzione di una vera frontiera.
Le domande restano aperte, senza soluzioni chiare. Nel frattempo, i nordirlandesi continuano a manifestare le loro preoccupazioni, temendo per il potere d’acquisto e la qualità della vita. Saranno isolati dal resto d’Europa? Per ora, nulla è certo…