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Una mela appesa, le mani dietro la schiena e gli amici pronti a ridere: ad Halloween, in Irlanda, basta poco per mettersi…
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Sabato 7 novembre 2026: dalle 14 alle 23. Domenica 8 novembre 2026: dalle 7 alle 12. Gli orari specifici di concerti, visite, proiezioni e dimostrazioni saranno precisati nel programma finale. Arrivate in anticipo per il controllo dei biglietti e il tragitto a piedi sulla collina.
Da venerdì 23 a venerdì 30 ottobre 2026: attività di giorno e di sera a seconda delle sedi; orari dettagliati da confermare. Sabato 31 ottobre 2026: giornata conclusiva e Fire and Shadows Procession a Longford Town; orario di partenza da confermare. Il programma si svolge in diverse sedi di Longford Town e della contea. Consultate la scheda di ciascuna attività prima della visita: alcune richiedono una prenotazione.
Dal 17 al 31 ottobre 2026, negli ultimi tre fine settimana di ottobre, con il lunedì festivo e Halloween. Orari annunciati: dalle 12:00 alle 20:00, a seconda delle sessioni.
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Halloween ha in Irlanda una risonanza particolare. Molto prima delle zucche illuminate, dei costumi prodotti in serie e delle feste a tema, la fine di ottobre corrispondeva a Samhain, uno dei grandi appuntamenti stagionali del calendario gaelico. Questo periodo segnava la fine dei raccolti e l’ingresso nella metà oscura dell’anno.
La notte precedente il 1° novembre era circondata da credenze, racconti e precauzioni. Si supponeva che gli spiriti percorressero le campagne, che i defunti potessero simbolicamente ritrovare la strada di casa e che alcuni luoghi associati al mondo soprannaturale fossero accuratamente evitati.
Queste tradizioni si sono evolute nel corso dei secoli, mescolandosi alle feste cristiane di Ognissanti e del Giorno dei Morti, poi alle influenze provenienti dal Nord America. Oggi Halloween in Irlanda associa ancora folklore, travestimenti, gastronomia, storie di fantasmi e grandi festival popolari.
La parola irlandese Samhain designa il mese di novembre e l’antica festa che segnava l’ingresso nell’inverno. La sua pronuncia si avvicina a «sa-ouine», sebbene vari a seconda delle regioni e dei dialetti irlandesi.
Samhain apparteneva ai quattro grandi riferimenti stagionali del calendario gaelico. Imbolc annunciava l’inizio della primavera, Bealtaine quello dell’estate, Lughnasa apriva la stagione dei raccolti e Samhain segnava l’arrivo dell’inverno.
Sarebbe tuttavia imprudente attribuire a questa festa una data di creazione tanto precisa quanto il 500 a.C. Le conoscenze attuali provengono da fonti archeologiche, da testi medievali redatti molto dopo la cristianizzazione dell’Irlanda e da tradizioni folcloristiche raccolte molto più recentemente. Queste testimonianze permettono di comprendere l’importanza di Samhain, ma non di ricostruire con certezza ogni suo rituale.
La festa era tradizionalmente associata al 1° novembre, anche se le celebrazioni iniziavano dalla sera precedente. Questo modo di contare i giorni, dal calare della notte a quello successivo, spiega perché il 31 ottobre occupi ancora oggi una posizione centrale.
Nell’immaginario irlandese, Samhain rappresentava un periodo di transizione. L’estate era terminata, i raccolti erano stati messi al riparo e iniziavano le lunghe notti invernali. Come spesso accade nel folklore, questo passaggio da una stagione all’altra era considerato un momento in cui l’ordine abituale del mondo diventava più fragile.
Si supponeva che gli spiriti dei defunti potessero tornare nelle case familiari. Anche altre creature, meno benevole, erano ritenute percorrere strade e campagne. I viaggiatori evitavano di avventurarsi soli nella notte, mentre i forti circolari, gli alberi isolati e le colline associati al popolo delle fate ispiravano particolare prudenza.
Questa rappresentazione è più sfumata di quella di un presunto «dio della Morte» che libererebbe i morti per alcune ore. Una tale divinità non corrisponde a una tradizione irlandese chiaramente documentata. Samhain va piuttosto compresa come un periodo liminale, situato simbolicamente tra il vecchio e il nuovo, la luce e l’oscurità, il mondo visibile e l’Altro Mondo.
Il fuoco occupava un posto importante in diverse tradizioni stagionali irlandesi. Racconti tardivi associano in particolare Samhain all’accensione di grandi fuochi cerimoniali sulle colline.
La collina di Tlachtga, oggi chiamata Hill of Ward, nella contea di Meath, è spesso presentata come uno dei grandi luoghi di raduno legati a Samhain. Le ricerche archeologiche condotte sul sito ne confermano l’antichità e l’importanza, senza però permettere di attestare tutti i rituali descritti da testi redatti diversi secoli più tardi.
Alcune tradizioni raccontano che i fuochi domestici venivano spenti prima di essere riaccesi a partire da una fiamma comune. Il gesto simboleggiava il rinnovamento del focolare e la protezione della comunità all’inizio dell’inverno. Occorre tuttavia distinguere le pratiche storicamente attestate dalle ricostruzioni moderne talvolta presentate come certezze.
Molte usanze contemporanee trovano un’eco nel folklore irlandese. Molto prima che la zucca diventasse il grande simbolo di Halloween, gli irlandesi intagliavano rape. All’interno di queste lanterne dai volti inquietanti veniva posta una candela, usata per spaventare i vicini o decorare le finestre.
Il Jack-o’-lantern è associato anche alla leggenda di Stingy Jack, un personaggio condannato a vagare tra il paradiso e l’inferno con una sola brace per illuminare il suo cammino. Quando le tradizioni irlandesi e scozzesi attraversarono l’Atlantico, le zucche americane, più grandi e più facili da scavare, sostituirono gradualmente le rape.
Anche i travestimenti non sono un’invenzione recente. Un tempo gruppi di bambini o adulti mascherati andavano di casa in casa, facendo scherzi, recitando testi o proponendo piccoli spettacoli. Queste pratiche sono considerate uno degli antenati del celebre trick or treat, tradotto in italiano con «dolcetto o scherzetto».
Giochi con mele, noci e oggetti nascosti permettevano inoltre di predire un matrimonio, la prosperità o il futuro dei partecipanti. La pesca delle mele e la mela appesa a un filo sono così documentate in diverse regioni irlandesi.
Halloween ha anche le sue specialità culinarie. Il barmbrack, o báirín breac, è un pane alla frutta secca nel quale viene tradizionalmente nascosto un anello. La persona che lo trova nella propria fetta sarebbe la prossima a sposarsi.
Il colcannon, un purè di patate mescolato con cavolo, burro e talvolta cipollotti, veniva servito anch’esso in questo periodo. In passato nel piatto potevano essere nascosti vari oggetti per predire il futuro, una pratica oggi in gran parte abbandonata per evidenti ragioni di sicurezza.
Mele, noci, nocciole, boxty e dolci completavano i pasti. Questi alimenti richiamavano direttamente la fine dei raccolti e l’ingresso in una stagione in cui le scorte accumulate durante l’autunno diventavano essenziali.
La cristianizzazione non ha fatto scomparire Samhain dall’oggi al domani. Le usanze stagionali hanno progressivamente convissuto con Ognissanti, celebrata il 1° novembre, e con la commemorazione dei fedeli defunti, fissata al 2 novembre.
La parola «Halloween» deriva dall’espressione inglese All Hallows’ Eve, ossia la vigilia di Ognissanti. Con il tempo, credenze popolari, calendario cristiano e tradizioni comunitarie si sono intrecciati.
Nel XIX secolo, l’emigrazione massiccia delle popolazioni irlandesi e scozzesi verso il Nord America, in particolare durante e dopo la Grande Carestia, favorì la diffusione di queste usanze. Halloween si evolse poi negli Stati Uniti prima di tornare in Europa in una forma più commerciale, dominata da zucche, dolciumi e cultura popolare.
La sera del 31 ottobre, i bambini irlandesi si travestono e percorrono il quartiere per chiedere dolciumi. Le case si ricoprono di decorazioni, le zucche illuminano le finestre e i pub organizzano feste in maschera.
L’Irlanda conserva tuttavia un legame visibile con l’eredità di Samhain. Racconti, creature del folklore, fuochi e spettacoli di strada occupano un posto importante negli eventi contemporanei.
Derry ospita una delle celebrazioni più importanti del Paese, mentre Galway si trasforma al passaggio delle marionette monumentali di Macnas. Il Púca Festival, organizzato nella contea di Meath, si riappropria dei racconti di Samhain, e Dublino esplora una vena più gotica con il Bram Stoker Festival.
Gli amanti delle emozioni forti possono inoltre scoprire esperienze immersive come Farmaphobia. Dietro le loro scenografie moderne rimane un’idea profondamente irlandese: con l’avvicinarsi dell’inverno, la notte costituisce un territorio ideale per raccontare storie e lasciare tornare le creature dell’Altro Mondo.
Per approfondire le usanze storiche, il National Museum of Ireland conserva in particolare maschere, croci protettive e una notevole rapa intagliata proveniente dalle collezioni folcloristiche irlandesi.