La Seconda Guerra Mondiale e l'Irlanda
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La Seconda Guerra Mondiale e l'Irlanda

Le Blitz de Belfast

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La Seconda Guerra Mondiale e l'Irlanda

La Seconda Guerra Mondiale è stato un conflitto importante che ha avuto profonde ripercussioni anche sull’Irlanda. Sebbene l’Isola di Smeraldo sia rimasta ufficialmente neutrale, ciò non le ha impedito di attraversare turbolenze significative…

Neutralità irlandese durante la Seconda Guerra Mondiale

Una scelta controversa

Durante la Seconda Guerra Mondiale, l’Irlanda si trovava in una posizione simile alla Svizzera come paese neutrale. Era situata tra le potenze in conflitto: gli Alleati - Regno Unito, Francia e i loro alleati - e l’Asse - Germania nazista, Italia fascista e Giappone imperiale.

Questa scelta di neutralità fu sostenuta dal governo irlandese dell’epoca, guidato da Éamon de Valera, che era entrato in carica nel 1937.

La “neutralità assoluta” difesa da Valera fu fonte costante di critiche sia all’interno che all’esterno del paese.

A causa della sua posizione geografica strategica, l’Irlanda dovette subire limitazioni militari drastiche imposte dagli Alleati per limitare il suo potenziale supporto alla Germania.

Così, il Regno Unito impose un blocco marittimo sul paese per impedire riparazioni sulle navi tedesche o italiane, nonché trasferimenti finanziari verso di esse.

La politica di neutralità del governo di Éamon de Valera

Di fronte alle crescenti tensioni tra Regno Unito e Germania, de Valera insistette nella sua politica di neutralità totale e assoluta. Nel 1939, dopo la firma del patto germano-sovietico e l’invasione della Polonia, pubblicò una dichiarazione ufficiale proclamando che «l’Irlanda non prenderà parte a nessuna guerra».

Nonostante ciò, furono adottate misure per garantire la sicurezza interna del paese: furono create unità speciali armate per sorvegliare porti e coste. Il budget militare previsto per il 1941 aumentò del 50%, raggiungendo 30 milioni di sterline (circa 4 miliardi di euro odierni).

I cittadini irlandesi furono inoltre incoraggiati a produrre beni civili destinati alle forze britanniche, incluso materiale medico per i soldati alleati.

Le sfide affrontate dall’Irlanda come paese neutrale

Durante il conflitto mondiale, incursioni avvenivano quasi quotidianamente ai confini terrestri tra Irlanda e Regno Unito. Navi britanniche pattugliavano spesso le acque irlandesi, costringendo le navi tedesche e italiane a nascondersi in porti sicuri.

Nonostante la posizione neutrale dell’Irlanda, questa non fu rispettata da tutti: il governo britannico intensificò la sorveglianza dello Stato libero sui loro confini terrestri e marittimi.

Le relazioni tra Irlanda e Alleati erano quindi molto complicate. De Valera rifiutò di riconoscere apertamente gli sforzi militari britannici, sostenendo che «violavano la sua neutralità».
Il Blitz di BelfastAerei della Luftwaffe durante il bombardamento

Durante il conflitto, l’isola d’Irlanda tentò di sostenere lo sforzo bellico. Una strategia che le costò il Blitz di Belfast, una serie di 4 attacchi aerei che portarono al bombardamento di Belfast nell’Irlanda del Nord.

Queste offensive causarono la morte di oltre 1000 persone, distruggendo quasi il 52% della città.