Gli Accordi del Venerdì Santo (1998)
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Gli Accordi del Venerdì Santo (1998)

Testi di legge
Belfast City Hall - John Miskelly Photography - cc

Gli Accordi del Venerdì Santo sono un testo firmato il 10 aprile 1998 in Irlanda del Nord, con l’obiettivo di porre fine ai Troubles, un periodo di 30 anni durante il quale il conflitto nordirlandese causò la morte di 3.500 uomini, donne e bambini.

Storia degli Accordi del Venerdì Santo

Contesto: l’Irlanda del Nord lacerata da un conflitto secolare

Nel 1921, dopo secoli di guerra tra britannici e irlandesi, il governo di Londra propose ai repubblicani irlandesi la divisione dell’Irlanda in due regioni distinte. La prima parte (il Sud) fu assegnata agli irlandesi, diventando una Repubblica autonoma, libera dal controllo britannico. La seconda metà, il Nord, composta da 6 contee, rimase invece sotto il controllo inglese, suscitando indignazione e un vero scandalo in tutto il paese.

Da allora, l’Irlanda del Nord divenne un vero e proprio baluardo dell’occupazione britannica. Nel corso degli anni, e dopo una guerra civile sanguinosa, l’Irlanda del Nord non riuscì mai a liberarsi dalla presenza di blindati e filo spinato inglesi, né ad accettare questa situazione. Molti nordirlandesi si impegnarono allora nella lotta, unendosi alle fila dell’IRA per combattere la presenza britannica in Irlanda del Nord e le discriminazioni anti-cattoliche che imperversavano nelle 6 contee occupate.

Nel 1969 emersero nuove tensioni in Irlanda del Nord: i cattolici irlandesi subirono discriminazioni sociali incessanti, e si creò una vera frattura sociale tra le due fazioni. Presto gli irlandesi adottarono diversi metodi di lotta, che andavano dalla semplice manifestazione pacifica ad azioni terroristiche orchestrate dall’IRA. Il governo britannico rispose con una vasta campagna di arresti sommari senza processo di irlandesi sospettati di agire per conto dell’IRA. Tutti furono rinchiusi nella prigione di Long Kesh, dove furono torturati e detenuti per molti anni.

Numerosi furono gli attentati e gli errori giudiziari. Entrambi i fronti, irlandese e britannico, sprofondarono in un periodo di 30 anni di violenze e omicidi noto come “Troubles”. Tra gli eventi più tragici di questo periodo si ricordano soprattutto il Bloody Sunday del 1972 e l’attentato di Omagh del 1998, senza dimenticare i scioperi della fame, come quello di Bobby Sands, che protestò contro l’occupazione britannica privandosi del cibo fino alla morte.

Dal 1969 al 1998 il bilancio fu terribilmente sanguinoso, con:

  • circa 3.500 morti
  • 47.500 feriti
  • 19.600 incarcerazioni
  • 16.200 attentati dinamitardi o tentativi
  • 22.500 armi sottratte

Gli Accordi del Venerdì Santo: un primo passo verso la pace

Di fronte a questi numeri, le principali forze politiche dell’Irlanda del Nord furono costrette a negoziare un accordo di pace per porre fine ai Troubles. Questo accordo, firmato il 10 aprile 1998, permise di trovare un’intesa sui principi di funzionamento amministrativo e sociale dell’Irlanda del Nord. Il trattato prevedeva innanzitutto di dare all’Irlanda del Nord la capacità di autogovernarsi senza dover passare per il governo di Londra. Tra i punti principali negoziati si ricordano:

  • L’elezione di un’assemblea locale dell’Irlanda del Nord
  • La creazione di un consiglio dei ministri guidato da un primo ministro dell’Irlanda del Nord
  • Il disarmo dei gruppi paramilitari (IRA, UVF, UDA, ecc.)
  • La creazione di organismi di cooperazione tra Irlanda del Sud e Irlanda del Nord

I firmatari di questo trattato furono:

  • Il Primo Ministro britannico Tony Blair,
  • Il Primo Ministro della Repubblica d’Irlanda Bertie Ahern,
  • Il leader del Sinn Féin, Gerry Adams,
  • Il leader del SDLP, John Hume,
  • Il leader dell’UUP, David Trimble,
  • Il leader del DUP, Ian Paisley