Alan Stivell è alla musica celtica ciò che il trifoglio è all’Irlanda. Rinomato a livello mondiale, questo cantautore è un talentuoso musicista francese che è riuscito a diffondere la musica e la cultura celtica in tutto il mondo. L’Irlanda è stata al centro delle sue attenzioni: ha contribuito a sensibilizzare il pubblico sulla musica tradizionale irlandese, dando così nuovo slancio a questo genere. Ecco la presentazione di un artista fuori dal comune, capace di ispirare nuove vocazioni e di rinnovare un ambiente un tempo chiuso…
Alan Cochevelou (il nome Stivell arriverà più tardi) trascorre l’infanzia a Parigi, dove scopre il mondo del pianoforte. Musicista nell’anima fin da subito, incontra uno strumento che cambierà per sempre la sua vita: l’Arpa Celtica. Decide quindi di prendere lezioni per diventare arpista e cresce in una famiglia in cui la musica celtica ha un ruolo importante.
Durante la giovinezza, Alan si appassiona a tutti gli aspetti della musica celtica. Frequenta corsi per imparare il bretone, il gaelico, la mitologia celtica e la cultura irlandese, gallese e scozzese…
Ben presto, Alan tiene recital di arpa sia in Bretagna che a Parigi, sensibilizzando un pubblico bretone, parigino, scozzese e irlandese sull’Arpa Celtica, strumento medievale allora quasi dimenticato… Si definisce un bardo venuto a far scoprire uno stile musicale nuovo ispirato alla tradizione celtica…
Nel 1957 la sua fama cresce e gli viene proposto di aprire il concerto di Line Renaud all’Olympia. Il successo del concerto lo incoraggia a proseguire. Inizia a comporre e registra nel 1959 il suo primo 45 giri intitolato “Musique Gaélique”, seguito nel 1963 da un 33 giri chiamato “Telenn geltiek - Harpe celtique”. Questi due lavori ricevono numerosi apprezzamenti e critiche positive, e nel 1967 Alan Stivell firma un contratto esclusivo con la Universal. È allora che adotta il nome d’arte Alan Stivell, dove “Stivell” significa in gaelico “sorgente zampillante”.
Nel 1970 registra un album di grande portata: “Reflet”. È un successo straordinario: tutta la Francia si appassiona alla sua opera, così come il resto d’Europa e gli Stati Uniti. Il turismo in Bretagna ne beneficia, e molti si affrettano a visitare la famosa foresta di Brocéliande, citata nel suo primo album. Seguono una serie di concerti e recital in cui Stivell suona arpa, pianoforte e bombarda. Pubblica rapidamente nuovi album in studio che gli valgono tournée internazionali. Nel 1975 tiene un magnifico concerto a Dublino, capitale irlandese già conquistata da questa rinascita celtica.
Anno dopo anno, Stivell conquista nuovi fan e nuovi artisti si sviluppano attorno alla sua musica. Molti desiderano contribuire a “spolverare” questo patrimonio celtico un tempo dimenticato che Stivell ha saputo risvegliare.
Nel 1995 Stivell rilancia la musica tradizionale irlandese con l’album “Brian Boru”, ispirato alla figura di Brian Boru, re supremo d’Irlanda. In questo lavoro utilizza strumenti tipici irlandesi e richiama la storia dell’Irlanda…
Nel frattempo, Stivell ha pubblicato numerosi altri album, tutti segnati da questa impronta celtica. Alcuni critici gli hanno talvolta rimproverato di concettualizzare troppo la sua musica e di modernizzare eccessivamente antiche melodie. Tuttavia, Alan Stivell resta una delle figure più importanti della musica celtica e irlandese conosciuta fino ad oggi. E sembra che abbia ancora molto da sorprenderci…