La Battaglia del Boyne (1690)
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La Battaglia del Boyne (1690)

Battaglie storiche irlandesi Il conflitto nordirlandese
La Bataille de la Boyne - Domaine public

La Battaglia del Boyne (12 luglio 1690) è una battaglia celebre in Irlanda, che si svolse nel 1690, nella valle omonima, a meno di 15 km a ovest di Drogheda. Vide contrapporsi l’esercito di Guglielmo III d’Orange (protestante) al suo predecessore: il re cattolico Giacomo II d’Inghilterra, e ebbe ripercussioni drammatiche sulla storia irlandese.

Storia della Battaglia del Boyne

Contesto della battaglia più famosa d’Irlanda

Nel 1680 l’Inghilterra era lacerata da un conflitto religioso che opponeva britannici cattolici e britannici protestanti. In quel periodo, Giacomo II d’Inghilterra regnava sul paese e tentava invano di soffocare l’ascesa del protestantesimo… fino a quando Guglielmo III d’Orange, un protestante, riuscì a detronizzarlo nel 1688 durante la Gloriosa Rivoluzione.

Non potendo più lottare per riconquistare il trono d’Inghilterra, Giacomo II decise di fuggire in Francia. Qui incontrò Luigi XIV, che gli fornì ufficiali francesi e armi per riconquistare il trono. (Luigi XIV agì così per ottenere un maggiore controllo sull’Inghilterra e, allo stesso tempo, per sostenere il cattolicesimo, minacciato dal protestantesimo.)

Giacomo II d’Inghilterra si diresse quindi verso l’Irlanda alla guida di 7.000 soldati francesi e sbarcò a Kinsale nel marzo 1689. Ricevette il sostegno del Conte di Tyrconnel, che gli mise a disposizione il suo esercito. Da quel momento, Giacomo II guidava un esercito franco-giacobita di oltre 23.000 uomini ben addestrati, con esperienza sul campo e nell’uso delle armi. Convocò rapidamente un Parlamento a maggioranza cattolica affinché i deputati abrogassero la legge di occupazione imposta dai coloni protestanti.

Giacomo II condusse il suo esercito in Ulster, dove si trovava la maggior parte della comunità protestante. Tuttavia, i protestanti mantennero saldamente le loro posizioni e Giacomo II non riuscì nell’aprile 1689 a prendere Londonderry né Enniskillen.

Giacomo II si ritirò quindi dalla provincia settentrionale. Guglielmo d’Orange III, il nuovo re d’Inghilterra, decise di intervenire e di non sottovalutare più la minaccia irlandese guidata da Giacomo II. Nominò il Maresciallo Schomberg a capo di un esercito per sconfiggere le truppe di Giacomo II.

Nell’agosto 1689 il Maresciallo Schomberg sbarcò a Bangor con 20.000 uomini e, con l’aiuto delle truppe dell’Ulster, respinse il fronte fino a Dundalk. L’esercito irlandese si ritirò verso Dublino senza combattere battaglie e le due armate si accamparono per l’inverno.

Il 14 giugno un esercito di 36.000 uomini marciò su Dublino. Nonostante alcune resistenze vicino a Newry, l’esercito di Giacomo II fu respinto fino alle rive del Boyne… proprio lì si svolse la celebre Battaglia del Boyne.

Svolgimento della Battaglia del Boyne

L’attacco iniziò alle 4 del mattino del 12 luglio 1690, su un guado del fiume vicino al villaggio di Oldbridge, con l’infanteria. Un distaccamento di cavalleria e fanteria lanciò un attacco fulmineo, tagliando ogni via di fuga alle truppe irlandesi.

L’esercito di Guglielmo III contava in quel momento 10.000 uomini in più rispetto a quello di Giacomo II (36.000 soldati protestanti contro 23.000 di Giacomo II).

Fu la fine per l’esercito irlandese. Le perdite furono ingenti e Giacomo II non riuscì a resistere all’esercito britannico. Gli irlandesi diedero la ritirata nel primo pomeriggio, fuggendo verso Dublino per avvertire la popolazione della loro sconfitta e dell’avvicinarsi del re d’Inghilterra.

Vittorioso, Guglielmo III entrò a Dublino dove ringraziò per la vittoria nella Christ Church Cathedral. Onorò anche il Maresciallo Schomberg, comandante delle operazioni, morto in battaglia.

Questa sconfitta segnò per gli irlandesi la fine della loro lotta per l’indipendenza dell’isola. Giacomo II si esiliò definitivamente in Francia, temendo rappresaglie britanniche, e gli irlandesi cattolici iniziarono a subire discriminazioni da parte dei protestanti.

La maggior parte dei soldati irlandesi sopravvissuti si arruolò in truppe europee, soprattutto francesi. Questi mercenari furono chiamati “Oche Selvagge”.

Impatto della Battaglia del Boyne

Anche se oggi questa battaglia è lontana nel tempo, è all’origine di un conflitto ancora attuale che colpisce l’Irlanda del Nord. Gli Orangisti (lealisti protestanti) continuano a alimentare tensioni con i cattolici, provocandoli con commemorazioni della battaglia attraverso parate.

Questi sono i cosiddetti cortei orangisti: i protestanti sfilano vestiti di arancione nei quartieri cattolici per ricordare la loro vittoria passata sui cattolici. Queste parate creano forti tensioni tra le due fazioni e possono degenerare rapidamente. Risse, cocktail molotov, lanci di pietre: gli scontri richiedono spesso l’intervento delle autorità nord-irlandesi.

Ma non preoccupatevi: oggi questi conflitti sono sempre meno frequenti e non rappresentano un pericolo per i viaggiatori, a patto di evitare questi quartieri durante i periodi delle parate (generalmente programmate nell’anniversario della Battaglia del Boyne, a luglio).