Gli Attentati ai Pub di Guildford
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Gli Attentati ai Pub di Guildford

Gli attentati in Irlanda del Nord
Les Quatre de Guildford

Gli Attentati ai Pub di Guildford sono stati attentati dinamitardi compiuti dall’IRA il 5 ottobre 1974. Questi due attacchi provocarono l’esplosione del pub Seven Stars e di quello Horse and Groom, a Guildford nel Regno Unito, causando 5 morti e 65 feriti gravi. Le forze britanniche si impegnarono al massimo per catturare i colpevoli, arrivando ad accusare degli innocenti e a tenerli in prigione per oltre 15 anni con l’accusa di terrorismo. Una delle più grandi ingiustizie giudiziarie nella storia dell’Inghilterra.

Storia degli Attentati ai Pub di Guildford

Alla ricerca dei colpevoli a ogni costo

Il 5 ottobre 1974, quando le bombe esplosero nei due pub britannici causando la morte di giovani inglesi, il popolo britannico entrò in una fase di isteria collettiva. Gli attentati, rivendicati dall’IRA, spinsero la polizia inglese a una caccia senza fine per punire i responsabili.

Nel corso delle settimane, emerse in tutta l’Inghilterra un’ondata di sentimenti anti-irlandesi, alimentando nuove tensioni tra Londra e l’Irlanda del Nord, già militarizzata con blindati e filo spinato.

Sotto la forte pressione dell’opinione pubblica inglese, le forze britanniche arrestarono senza prove quattro giovani irlandesi legati al movimento hippy, noti per piccoli reati come occupazioni abusive, qualche furto e uso di droghe. Questi quattro, soprannominati dalla stampa “I Quattro di Guildford“, erano:

  • Gerard « Gerry » Conlon, 21 anni
  • Paul Michael Hill, 21 anni
  • Patrick « Paddy » Armstrong
  • Carole Richardson, 18 anni

Questi giovani furono fermati ai sensi della legge antiterrorismo, che consentiva la detenzione fino a 7 giorni senza accuse formali. Dopo una settimana di interrogatori durissimi, caratterizzati da violenze, torture, percosse e intimidazioni psicologiche, la polizia riuscì a “spezzare” i quattro irlandesi, estorcendo loro confessioni complete.

Un processo sommario e vite rovinate

Durante il processo, gli imputati sostennero che le confessioni erano state estorte con la tortura, trattamenti farmacologici e minacce dirette alle loro famiglie. Tuttavia, il tribunale non accolse queste difese e li condannò a pene che andavano dall’ergastolo a 30 anni di carcere.

Le vittime di questa ingiustizia non furono solo loro: un altro gruppo, i Sette Maguire (Maguire Seven), fu anch’esso condannato e incarcerato ingiustamente. Si trattava di membri della famiglia di Gerry Conlon, tra cui il padre Patrick « Giuseppe » Conlon, la zia e i cugini di 14 e 16 anni, accusati di fabbricazione o possesso di esplosivi. Ecco un riepilogo delle pene inflitte durante il processo del 4 marzo 1976:

  • Anne Maguire, 40 anni, condannata a 14 anni di carcere
  • Patrick Maguire, marito di Anne, 42 anni, condannato a 14 anni
  • Patrick Maguire, figlio di Anne e Patrick, 14 anni, condannato a 4 anni
  • Vincent Maguire, figlio di Anne e Patrick, 17 anni, condannato a 5 anni
  • William Smyth, fratello di Anne Maguire, 37 anni, condannato a 12 anni
  • Patrick O’Neill, amico della famiglia, 35 anni, condannato a 12 anni
  • Patrick « Giuseppe » Conlon, cognato di Anne Maguire, 52 anni, condannato a 12 anni

Tutti scontarono la pena e furono rilasciati, tranne Giuseppe Conlon, che condivise la cella con il figlio Gerry e morì nel gennaio 1980 a causa di una malattia polmonare.

Le vittime chiedono la revisione del processo

Durante la detenzione, Gerry e Giuseppe Conlon tentarono più volte di fare appello e chiedere la revisione del processo. Nel 1989 un investigatore fece una scoperta fondamentale: alcuni verbali degli interrogatori di Patrick Armstrong erano stati alterati, con passaggi cancellati o inventati per adattarsi alla versione della polizia. Questo elemento permise di riaprire il processo in appello e di smascherare la frode della polizia britannica e la gigantesca ingiustizia giudiziaria.

I Quattro di Guildford furono immediatamente liberati, tranne Patrick Armstrong, rilasciato pochi giorni dopo e scagionato anche dall’accusa di omicidio di un soldato britannico in Irlanda del Nord nel 1994, di cui era anch’egli innocente.

Nonostante l’innocenza riconosciuta dei Quattro di Guildford, Gerry Conlon si batté dopo la sua liberazione per dimostrare l’innocenza del padre Giuseppe, morto in carcere.

Il regista e produttore irlandese Jim Sheridan realizzò un film su questa vicenda, “Nel Nome del Padre”, con Daniel Day-Lewis e Emma Thompson, ispirato all’autobiografia scritta dallo stesso Gerry Conlon durante la sua detenzione.