Dopo Peaky Blinders, il regista Steve Knight si dedica a un colosso della cultura irlandese: la famiglia Guinness! Realizzato in collaborazione con Netflix, il programma intitolato “House of Guinness” si presenterà come una serie di più episodi… e ambienterà la sua storia tra Dublino e New York, nel XIX secolo! Un progetto ambizioso, che dovrà raccontare la saga familiare di una delle famiglie più importanti d’Irlanda: quella che ha dato vita alla birra Guinness!

House of Guinness
1868, Dublino, Irlanda. La famiglia Guinness dà l’ultimo saluto al patriarca Benjamin Guinness, un eminente irlandese che ha portato la birra dei suoi antenati a livelli mai raggiunti prima. Ma molto resta ancora da fare, e la questione della successione di questo impero colossale è aperta.
Chi tra i quattro figli di Benjamin Guinness prenderà il comando? Arthur, Edward, Anne o Ben?
O forse il defunto Benjamin Guinness aveva già tutto pianificato settimane prima della sua morte…
Sembra che Netflix abbia fiutato l’affare giusto. Dopo il successo di Peaky Blinders, la piattaforma con la N rossa sembra aver pescato il pesce grosso. Che idea brillante proporre un nuovo show, sulla stessa linea, diretto dallo stesso regista, ma questa volta incentrato su una famiglia tanto discreta quanto celebre in tutto il mondo!
Simbolo di un successo commerciale duraturo dal 1759, la dinastia Guinness affascina e suscita domande. Chi sono? Qual è la loro ricetta del successo? E soprattutto, le sfide del loro impero hanno influenzato la dinamica familiare nel corso degli anni?
La famiglia ha dovuto sacrificare tutto per arrivare fin qui?
Come avrete capito: sebbene per ora le informazioni sulla serie siano scarse, Steve Knight intende soprattutto mettere in luce giochi di potere, rivalità e relazioni tra i membri della famiglia Guinness in un contesto dove la corsa al successo è tutto.
Resta da vedere come il regista procederà… Sarà un affresco storico puro? O preferirà una saga familiare romanzata, con qualche licenza narrativa?
L’immagine della famiglia Guinness ne uscirà compromessa o, al contrario, esaltata?
Nonostante molte zone d’ombra, una cosa è certa: la storia si svolgerà tra Dublino e New York.
Metterà in risalto l’Irlanda del XIX secolo, un’isola ancora sotto il giogo coloniale britannico. Probabilmente scopriremo le sue realtà quotidiane, la cultura, la povertà dell’epoca e le sfide politiche.
Ma sarà soprattutto incentrata sul prodotto numero uno della famiglia: la birra Guinness! Un’occasione perfetta per approfondire la storia della stout irlandese più famosa al mondo, dai retroscena interni ai processi di produzione… ecc.
Ammettiamolo: sarà anche un modo per dare una bella pubblicità al marchio, oggi gestito dal gruppo Diageo! Un modo efficace per far conoscere ancora di più la birra irlandese più esportata nel mondo!
La serie House of Guinness è ambientata nel 1868, anno della morte di Benjamin Lee Guinness, vero patriarca che guidava la birreria di St. James’s Gate a Dublino. Questo è corretto, così come è vero che i suoi figli Arthur ed Edward ereditarono insieme il comando, prima che Edward acquistasse le quote di Arthur nel 1876 — un momento storico ben documentato dagli esperti.
L’ambientazione industriale, la potenza economica della birreria e il ruolo dei Guinness nella vita pubblica irlandese sono ben radicati: a metà del XIX secolo la casa impiegava migliaia di dublinesi e Benjamin finanziò importanti opere civiche, tra cui la restaurazione della cattedrale di San Patrizio (1860-1865). Questi elementi sono fattuali e confermati da fonti storiche e istituzionali.
Per quanto riguarda il contesto, il clima politico descritto dalla serie — tensioni tra unionisti protestanti e nazionalisti irlandesi, ascesa dei Fenians — appartiene davvero al panorama reale dell’epoca. Anche la trama della “successione familiare” dopo la morte del patriarca corrisponde a una dinamica attestata, correttamente presentata da Netflix nei suoi materiali ufficiali.
La serie dichiara fin da subito il marchio “ispirata a storie vere” e si prende libertà narrative. Diversi protagonisti chiave — come Ellen e Patrick Cochrane — sono creazioni drammatiche (o personaggi compositi ispirati ad attivisti feniani), così come figure come Byron Hedges negli Stati Uniti. Gli esperti ricordano che non esistono prove che la famiglia Guinness sia stata direttamente bersaglio della violenza feniana in quel periodo; il tentato omicidio al centro del finale è quindi frutto di drammatizzazione.
Stessa logica per alcuni colpi di scena legati al testamento e alle condizioni di eredità: il quadro generale (Arthur + Edward al comando, poi l’acquisto da parte di Edward) è reale, ma la tensione e la tempistica degli eventi sono romanzate per servire la narrazione. Media autorevoli e la produzione stessa sottolineano questo equilibrio tra storia e finzione.
Un altro punto spesso semplificato è l’apertura internazionale. La serie suggerisce a volte “prime volte” verso gli Stati Uniti in quel periodo, mentre Guinness esportava in America dal 1817 (West India Porter, antenato della Foreign Extra Stout). Un dettaglio che illustra bene il principio: il contesto è credibile, la cronologia a volte compressa.
Prendete House of Guinness come un dramma storico di alto livello firmato Steven Knight (Peaky Blinders), in uscita il 25 settembre 2025 su Netflix: è curato, documentato nello spirito, ma non una docu-serie. L’atmosfera di Dublino, la forza della birreria e i profili di Arthur ed Edward sono solidi; tuttavia, considerate i Cochrane, alcune manovre politiche e il cliffhanger finale come ottima fiction radicata in un vero contesto storico.