Dall’inglese “Irish Republican Army”, o Óglaigh na hÉireann in gaelico, l’IRA indica diverse fazioni paramilitari irlandesi, la cui ideologia comune è agire attraverso la violenza per ottenere l’indipendenza dell’Irlanda e la reintegrazione dell’Irlanda del Nord con l’Irlanda del Sud.
All’inizio del XX secolo, le tensioni tra Irlanda e Regno Unito erano al culmine. Gli irlandesi continuavano a chiedere l’indipendenza dell’Irlanda e la libertà di creare una Repubblica autonoma… senza successo. A quel tempo, esistevano già alcune fazioni armate che condividevano la lotta contro gli inglesi:
Questi tre gruppi parteciparono insieme all’Insurrezione di Pasqua del 1916, un tentativo di sollevamento importante, sebbene fallito. Di fronte a questa sconfitta, gli Irish Volunteers e l’Irish Citizen Army decisero di unirsi sotto il nome di un nuovo esercito: l’IRA o Irish Republican Army. Questo esercito era destinato a servire gli interessi del partito politico Sinn Féin, un partito nazionalista che mirava a ottenere diplomaticamente e con la forza l’indipendenza dell’Irlanda.

Michael Collins - Pubblico dominio
Negli anni dal 1919 al 1921, questa nuova organizzazione moltiplicò le azioni contro i britannici, sotto il comando di Michael Collins. L’ordine era semplice: l’IRA doveva condurre una guerriglia con attacchi efficaci, per intimidire Londra e spingerla a concedere all’Irlanda una Repubblica. Tra imboscate e ripetuti assassinii, l’IRA divenne temibile, e il governo londinese finì per votare un Trattato che concedeva all’Irlanda l’indipendenza… Un’indipendenza parziale, poiché il Regno Unito desiderava mantenere sotto il suo controllo l’Irlanda del Nord… Ciò provocò un clamore generale e una divisione nelle ideologie dei sostenitori dell’IRA… Alcuni volevano accettare il trattato, altri lo rifiutavano e volevano continuare la lotta per integrare l’Irlanda del Nord nella Repubblica Libera…
Da questo dissenso nacque una guerra civile fratricida, in cui l’IRA si divise in due entità distinte, con ideologie diametralmente opposte. Questa guerra civile terminò nel 1924, quando le due fazioni si accordarono su un metodo di lotta più pacifico: la diplomazia e la via politica.
Tuttavia, questa strada durò poco: appena la Repubblica libera d’Irlanda fu proclamata nel 1948, l’IRA decise di riprendere le armi per continuare la lotta e ottenere l’annessione del Nord all’Irlanda del Sud. Da allora, numerosi attentati dinamitardi e omicidi furono perpetrati nelle città di Belfast, Londonderry… così come in Gran Bretagna. La violenza di queste azioni fu impressionante, e il Regno Unito rafforzò costantemente la presenza di truppe britanniche sul suolo irlandese per calmare le tensioni…

Bobby Sands
Questi atti continuarono fino al 1962, quando l’IRA annunciò un cessate il fuoco. Ma questa pausa fu breve: gli anni ’70 furono segnati dalla violenza, e lo scandalo del Bloody Sunday del 1972 spinse l’IRA a riprendere le sue offensive violente, con una nuova serie di attentati dinamitardi e omicidi.
Margaret Thatcher, allora al potere nel Regno Unito, inviò truppe aggiuntive in Irlanda del Nord per dare la caccia ai repubblicani e imprigionarli senza processo in quelle che vennero chiamate H-Block, celle a forma di H dove venivano ammassati i prigionieri dell’IRA. Fu in una di queste celle che negli anni ’80 alcuni membri dell’IRA iniziarono uno sciopero della fame per sensibilizzare Margaret Thatcher alla loro causa. Tra loro, Bobby Sands, un attivista di spicco dell’IRA, morì durante questo sciopero nel 1981, suscitando l’indignazione dell’opinione pubblica internazionale.
I processi sommari e l’escalation di violenza da entrambe le parti continuarono fino al 1994, quando l’IRA, esausta dalla lotta continua, annunciò un cessate il fuoco ufficiale. Questa decisione fu motivata da una dolorosa consapevolezza per l’IRA: Londra non li ascoltava ancora, e l’Irlanda del Nord rimaneva sotto il suo controllo, nonostante anni di violenze e omicidi a catena.
Decisero nuovamente di adottare la via politica, e il loro partito, il Sinn Féin, avviò un percorso diplomatico di negoziazione con la Gran Bretagna. Le trattative furono difficili e il clima ancora teso. La “rigidità” del Regno Unito sulla questione dell’Irlanda del Nord generava ancora divisioni nell’IRA, e il cessate il fuoco si interruppe presto, già nel 1996, con alcuni attentati…
Tuttavia, il 1998 segnò una svolta nelle trattative: i britannici accettarono di firmare un accordo di pace in aprile, chiamato “Accordi del Venerdì Santo”. Questo accordo mirava a permettere all’Irlanda del Nord di creare un’Assemblea ufficiale che riunisse cattolici e protestanti, di organizzarsi sul funzionamento delle istituzioni politiche interne al Nord e di poter comunicare e cooperare con la Repubblica d’Irlanda.
Questo accordo fu un primo passo verso la pacificazione del conflitto ed è considerato un reale progresso.
Tuttavia, nella pratica, questo trattato incontrò molte difficoltà. Innanzitutto, il conflitto ricorrente tra cattolici e protestanti era particolarmente problematico. Le disuguaglianze sociali tra le due comunità generavano forti tensioni, sia sul rispetto dei diritti civili sia sulle loro aspirazioni politiche all’interno dell’Assemblea.
Inoltre, il rifiuto dell’IRA di deporre completamente le armi lasciava in sospeso la possibilità di una pacificazione totale. Infatti, gli Accordi del Venerdì Santo escludevano qualsiasi smilitarizzazione delle forze britanniche in Irlanda del Nord. Di fronte a questo rifiuto, l’IRA riteneva inopportuno deporre le armi.
Tuttavia, dal 1998 al 2005, gli sforzi negoziali contribuirono a calmare la situazione potenzialmente esplosiva in Irlanda del Nord. Questi sforzi permisero di ridurre notevolmente le tensioni ricorrenti, e fu così che il 28 luglio 2005 l’IRA annunciò ufficialmente la fine della sua lotta armata e la piena volontà di esprimersi attraverso mezzi democratici e pacifici.
Col passare del tempo, le decisioni e le posizioni dell’IRA lasciarono dietro di sé molti malcontenti, e numerosi membri abbandonarono la fazione per creare gruppi più radicali. Tra questi, i principali sono:
La maggior parte di queste fazioni agisce ancora oggi attraverso attentati mortali e omicidi per rivendicare la liberazione dell’Irlanda del Nord. Tra i più terribili, l’attentato di Omagh del 1998, perpetrato dalla Real IRA o RIRA, rappresenta uno dei momenti più tragici della storia del conflitto nordirlandese.