James Joyce (1882-1941) è un celebre romanziere e poeta irlandese. Considerato una figura emblematica della letteratura irlandese del XX secolo, James Joyce è autore di numerose opere, tra cui romanzi, raccolte di poesie, racconti e saggi apprezzati dalla critica. La sua vita è stata segnata principalmente dall’alcolismo, dagli eccessi e dalle difficoltà economiche. I suoi scritti rimangono per sempre testimonianza della grandezza del suo talento.
James Joyce nasce il 2 febbraio 1882 a Dublino. Cresce in una famiglia numerosa, composta da 11 figli e due genitori cattolici, con un padre alcolista. La sua giovinezza è profondamente influenzata dalla letteratura: Joyce ama leggere fin da piccolo e divora numerose opere.
Nel 1888 entra presso i Gesuiti al Clongowes Wood College (Co. Kildare) per iniziare gli studi. Le difficoltà finanziarie della famiglia lo costringono a lasciare la scuola nel 1892 per iscriversi a due altri istituti gesuitici meno costosi.
In quegli anni scopre le gioie della letteratura e inizia a scrivere. Già nel 1891, a soli 10 anni, compone la sua prima poesia (“Et Tu Healy“), dedicata alla morte di Charles Stewart Parnell. I genitori lo incoraggiano e fanno stampare il testo per inviarne una copia al Vaticano.
Con il passare degli anni, l’istruzione gesuita diventa per Joyce un peso. Detesta l’insegnamento religioso e rifiuta categoricamente l’autorità cattolica, suscitando disappunto nell’istituto che gli aveva proposto di entrare nell’ordine gesuita. Questa scelta provoca forti reazioni in famiglia, ma il suo rifiuto della religione non è un capriccio adolescenziale: Joyce la respingerà per tutta la vita.
Nel 1898 entra all’Università di Dublino. Brillante, segue un corso di lettere e lingue straniere, si interessa al teatro e scrive numerose recensioni letterarie. Frequenta i circoli letterari di Dublino, conducendo una vita attiva fatta di scambi intellettuali e letture di opere di ogni genere.
Dopo la laurea, Joyce decide di scoprire il mondo e si trasferisce a Parigi con l’intento di studiare medicina.
Presto però abbandona gli studi e inizia una vita dissoluta, fatta di alcol e ogni tipo di eccesso. Dopo pochi mesi è costretto a tornare in Irlanda a causa di problemi finanziari.
Ritrova la madre malata di un cancro fulminante e decide di restare al suo fianco fino alla morte. Inizia a scrivere opere diverse, da semplici recensioni a resoconti di libri. Nel 1904 decide di scrivere la propria autobiografia, intitolandola “Ritratto dell’artista“, che sarà poi rielaborata e rinominata Dedalus“.
Nei mesi successivi conosce Nora Barnacle, una cameriera di cui si innamora. Insieme lasciano l’Irlanda per trasferirsi a Zurigo, Pola e poi Trieste. Joyce insegna inglese per 11 anni alla scuola Berlitz, dà lezioni private, ha un figlio e una figlia, e viaggia spesso tra Trieste e Dublino. In questo periodo inizia a soffrire di problemi di vista molto gravi.
Nel 1914 scrive il romanzo “Gente di Dublino“, una delle sue opere più importanti che lo consacrerà come scrittore.
Nel 1915, a causa della Prima Guerra Mondiale, è costretto a lasciare Trieste per Zurigo, dove incontra l’editrice Harriet Shaw Weaver, che diventerà sua mecenate.
Dopo anni segnati da gravi problemi oculari (sottoposto a 12 interventi chirurgici) e dalla schizofrenia distruttiva della figlia, Joyce è invitato a Parigi da Ezra Pound per una settimana. Incantato dalla città, vi rimane 20 anni, frequenta numerosi circoli letterari e pubblica “Ulisse” (1922) e “Finnegans Wake” (1939), entrambi acclamati dalla critica.
L’11 gennaio 1941 Joyce viene ricoverato in condizioni critiche e cade in coma. I medici diagnosticano la perforazione di un’ulcera duodenale. Il 13 gennaio si risveglia, chiede la presenza della moglie, ma muore poche ore prima che lei possa raggiungerlo.
Cremato a Zurigo, James Joyce è considerato uno scrittore di grande talento che ha segnato profondamente il XX secolo.