La tragedia di Doolough si riferisce a un capitolo oscuro della storia irlandese durante la Grande Carestia. Rimane impressa nella memoria collettiva irlandese come una testimonianza toccante delle sofferenze patite dagli irlandesi, mentre il paese era devastato da una vasta epidemia di peronospora. Un ritorno a un dramma terribile che ha segnato per sempre l’Irlanda…

La Grande Carestia irlandese - Pubblico Dominio
L’evento si svolge nel 1849, nel cuore dei paesaggi selvaggi e remoti di Doolough, nella contea di Mayo.
All’epoca, tutta l’Irlanda era colpita dalla Grande Carestia.
Dall’inizio di questa crisi senza precedenti, la popolazione subiva perdite considerevoli, causate da malnutrizione, miseria e malattie. Molti irlandesi disperati chiedevano aiuti e affrontavano morti di massa.
L’Inghilterra, che all’epoca amministrava l’Irlanda, rimaneva sorprendentemente insufficiente nella gestione della crisi. Forniva un’assistenza limitata agli irlandesi e trattava la Carestia come un semplice caso di calamità naturale, aggravata da problemi economici locali, piuttosto che come una crisi umanitaria che richiedeva un intervento massiccio.

La Tragedia di Doolough - Pubblico dominio
La tragedia di Doolough inizia il 30 marzo 1849. Due funzionari britannici del Poor Law Union (un ente di assistenza ai poveri) si recano a Louisburgh.
La loro missione è semplice: devono ricevere gli irlandesi più colpiti dalla miseria e decidere se mantenere o meno un aiuto per aiutarli a sopravvivere.
Centinaia di irlandesi affamati provenienti da zone remote si spostano in massa in una marcia disperata per essere ricevuti da questi funzionari. Queste anime esauste, composte da uomini, ma anche da donne e bambini, percorrono lunghe distanze, affrontando freddo e fame, nella speranza di ricevere aiuti sotto forma di cibo o lavoro. La loro destinazione è Louisburgh, dove i funzionari devono decidere il loro destino.
Tuttavia, per ragioni sconosciute, i funzionari non ricevono nessuno a Louisburgh. Gli irlandesi esausti trovano porte chiuse e apprendono che i funzionari britannici si sono stabiliti al Delphi Lodge, in un padiglione di caccia isolato nella natura, situato a 20 km a sud della città.
Viene allora ordinato agli irlandesi interessati di presentarsi al Delphi Lodge il giorno seguente alle 7:00 precise per il controllo della loro situazione.
Una richiesta irragionevole! Senza altra scelta, centinaia di irlandesi devono riprendere immediatamente la strada, nella speranza di raggiungere in tempo il nuovo punto d’incontro.
Estenuati, percorrono la strada della valle di Doolough in condizioni estreme. La tempesta imperversa: piove a dirotto e il freddo è pungente.
Avanzano in paesaggi maestosi e precari fino a tarda notte per coprire questi 20 km (spesso a piedi), mentre sono già in uno stato di grave debolezza e malnutrizione.
Tutte le condizioni sono quindi riunite per un esito drammatico.
Il giorno seguente, il bilancio è terrificante: sulla strada verso il Delphi Lodge si trovano i corpi senza vita di numerosi irlandesi. Uomini, donne, bambini… Le perdite sono considerevoli, causate dalla fame e dall’esaurimento!
Inizialmente, il giornale locale “The Mayo Constitution” riportava 7 morti e 9 dispersi… Una stima ben lontana dalla realtà, poiché si stima qualche giorno dopo che la notte abbia causato la morte di oltre 400 irlandesi!
All’epoca, gli eventi di Doolough suscitano scandalo. Molti irlandesi rimproverano l’incoscienza e la negligenza dei funzionari britannici, che hanno costretto centinaia di irlandesi indeboliti a percorrere distanze folli per incontrarli.
Questi funzionari non saranno mai condannati per il loro atto.
Va detto che all’epoca la risposta del governo britannico alla carestia era spesso criticata dagli irlandesi, che ne rimproveravano la debolezza, l’insufficienza e la mancanza di compassione… Un atteggiamento che era in gran parte il risultato della filosofia economica e politica dominante dell’epoca, in particolare il laissez-faire e le attitudini verso la povertà.
L’assenza di reazione da parte britannica contribuì ad aumentare la rabbia degli irlandesi verso l’Impero britannico. Un sentimento forte che esacerbò le aspirazioni nazionaliste irlandesi.

Il memoriale della Tragedia di Doolough - Felix O - cc
Questa marcia tragica è diventata un simbolo della sofferenza degli irlandesi durante la Grande Carestia. Migliaia di persone sono morte, non solo a Doolough, ma in tutto il paese, vittime della fame, della malattia e della negligenza.
Oggi, Doolough è diventato un luogo di commemorazione, dove si ricorda chi ha perso la vita.
La commemorazione annuale a Doolough, conosciuta come “Famine Walk”, attira persone da tutto il mondo, unite nel ricordo di questo periodo oscuro. Questo pellegrinaggio simbolico ripercorre i passi degli affamati, offrendo un’occasione per riflettere sui temi della giustizia sociale e della solidarietà.
Percorrendo questo sentiero, i partecipanti rendono omaggio non solo alle vittime della Grande Carestia, ma anche a tutti coloro che, nella storia, hanno sofferto per povertà ed esclusione.
Così, la tragedia di Doolough ricorda l’importanza di ricordare il passato per non ripetere gli stessi errori. Sottolinea anche la resilienza del popolo irlandese, capace di superare prove incredibili e costruire un futuro migliore, mantenendo vive le lezioni del passato.