Michael Collins
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Michael Collins

Michael Collins - Domaine public

Una figura eminente della lotta nazionalista irlandese.

Michael Collins (1890-1922) fu una figura di spicco nella lotta per l’indipendenza irlandese. Fu l’ideatore di una vera e propria guerriglia contro il governo britannico e riuscì a ottenere negoziati per una Repubblica d’Irlanda indipendente e autonoma… a condizione di lasciare il Nord agli inglesi.

Biografia di Michael Collins

Un’infanzia immersa nel sogno nazionalista irlandese

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Michael Collins - Pubblico dominio

Nato a Woodfield nella contea di Cork il 12 ottobre 1890, Michael Collins era il terzo figlio maschio e l’ultimo di otto figli.

All’epoca in cui Collins cresceva, la sua famiglia viveva in modo agiato. Suo padre, membro dei Fenians, gli trasmise fin da piccolo valori politici rivoluzionari a favore del nazionalismo irlandese.

A sette anni perse purtroppo il padre e sua madre prese in mano la sua educazione, iscrivendolo all’esame d’ingresso al Servizio Postale Britannico, che superò brillantemente, spingendolo a lasciare la casa familiare per Londra.

Tra i 15 e i 25 anni visse a Londra, lavorando nel servizio finanziario delle Poste Britanniche, cambiando poi più volte impiego.

1909: Collins entra nell’IRB

Michael Collins – Domaine public

Michael Collins – fonte: Gallica-BnF

Nel 1909 Collins decide di entrare nell’IRB. Aveva allora 19 anni.

Nel 1914, con lo scoppio della Prima Guerra Mondiale che sconvolge l’Europa, Collins viene a sapere di un progetto: un’insurrezione generale. Si tratta dell’Insurrezione di Pasqua, una rivolta in cui l’Irlanda intende approfittare dell’indebolimento dell’Inghilterra in tempo di guerra per rovesciare i britannici e dichiarare ufficialmente una Repubblica d’Irlanda.

Desideroso di contribuire, Collins lascia Londra per Dublino nel 1916. Abile stratega e dotato di grande capacità analitica, viene nominato Consigliere Finanziario del Conte Plunkett e partecipa all’organizzazione della rivolta. Quando scoppia, Collins combatte al fianco di importanti leader nazionalisti come Patrick Pearse, con cui assalta l’Ufficio Postale Centrale.

L’insurrezione è un disastro militare, rapidamente repressa nel sangue dagli inglesi.

Collins esce illeso dall’Insurrezione e persevera

Come molti insorti, Collins viene arrestato e inviato al campo di internamento di Frongoch in Galles. Al momento della sua liberazione, era già diventato uno dei leader del Sinn Féin.

Da ottobre 1917 Collins entra nell’esecutivo del partito e diventa direttore dell’Organizzazione degli Irish Volunteers.

Grazie alla sua rete di informatori, Collins apprende che i britannici pianificano un arresto di massa dei principali deputati del Sinn Féin. Avverte quindi i diretti interessati, ma Eamon De Valera ordina ai leader di ignorare l’informazione, mettendo in dubbio la sua attendibilità.

La minaccia si rivela invece reale e i deputati vengono arrestati: solo Collins riesce a sfuggire all’arresto.

Ad aprile 1919 Collins fa evadere De Valera dalla prigione di Lincoln. Durante l’estate viene eletto Presidente dell’IRB e decide di ristrutturare l’organizzazione trasformandola in un vero esercito.

Scoppia la Guerra d’Indipendenza

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Michael Collins - Pubblico dominio

A settembre Collins viene nominato Direttore dei Servizi di Informazione dell’IRA. La Guerra d’Indipendenza (1919-1921) inizia il giorno della prima sessione del nuovo parlamento irlandese con l’uccisione di due poliziotti nella contea di Tipperary.

Nel 1919 Collins è nominato Ministro delle Finanze da De Valera. Mentre la maggior parte dei ministeri esiste solo sulla carta a causa delle minacce di arresto o assassinio da parte della Royal Irish Constabulary, dei Black and Tans, degli Auxiliaries o dell’esercito britannico, Collins si impegna a organizzare il suo ministero.

Avvia una massiccia raccolta fondi per finanziare le forze della Repubblica d’Irlanda, come la creazione di un gruppo speciale di assassini chiamati i Dodici Apostoli, incaricati delle operazioni più delicate dell’IRA.

Le sue azioni lo rendono un leader e un simbolo di una minaccia reale che infastidisce profondamente le autorità britanniche. A tal punto che la sua testa viene messa a premio per 10.000 sterline. Ma Collins non dà fastidio solo ai britannici: le sue posizioni si scontrano con quelle di De Valera. Tra i due nasce una rivalità senza limiti, con De Valera che tenta di isolare Collins e allontanarlo dall’Irlanda… senza successo.

Lo scandalo del Trattato di Londra

Sempre desideroso di ottenere ufficialmente l’indipendenza e la Repubblica d’Irlanda, Collins viene designato da Eamon de Valera per negoziare un trattato a Londra nel 1921. Parte quindi con il suo collaboratore, Arthur Griffith (1871-1922).

Purtroppo per Collins, la firma del Trattato a Londra scatena una vera e propria Guerra Civile Irlandese (1922-1924), in cui i pro-trattato si scontrano con gli anti-trattato per oltre due anni.

Nonostante lo scandalo, Collins guida il governo provvisorio. Assiste anche Arthur Griffith, diventato Presidente nel gennaio 1922, nell’istituzione dello Stato Libero.

Verso metà 1922, Michael Collins lascia le sue responsabilità governative e diventa comandante in capo dell’esercito nazionale.

Ad aprile 1922, Eamon de Valera ordina a 200 uomini anti-trattato di occupare i Four Courts. Collins, in risposta, riceve il difficile compito di bombardare l’edificio.

Dopo alcuni mesi di combattimenti, Collins è costretto a spostarsi nella contea di Cork. A Béal na mBláth, il convoglio di Collins cade in un’imboscata repubblicana. Collins viene colpito alla testa e ucciso il 22 agosto 1922. Aveva 31 anni.