Veronica Guerin (1959-1996) è una figura emblematica del giornalismo irlandese, nota per aver sacrificato la sua vita in nome della verità. Ecco un ritorno sulla sua vita e sulla sua lotta per la libertà di stampa e contro la droga.
Veronica Guerin nasce a Dublino e cresce serenamente con la sua famiglia e i suoi quattro fratelli… Fin da subito eccelle in sport come l’atletica e il camogie, uno sport tipicamente gaelico.
Dopo aver frequentato scuole cattoliche, Veronica inizia gli studi in contabilità al Trinity College di Dublino, seguendo le orme del padre, anch’egli contabile… Con il diploma in tasca, il padre la assume nella sua società specializzata in pubbliche relazioni, ma muore nel 1983, anno in cui Veronica decide di cambiare strada…
È nel 1990 che abbraccia la carriera giornalistica, lavorando inizialmente per il Sunday Business Post. Il lavoro le piace e il suo stile incisivo attira l’attenzione del Sunday Tribune, un altro quotidiano irlandese che le offre un posto.
Solo nel 1994 entra a far parte della redazione del Sunday Independent, uno dei giornali più diffusi. Qui si costruisce una solida reputazione nel giornalismo irlandese grazie alla forza dei suoi articoli che denunciano truffatori, criminalità organizzata e il mercato della droga. Donna di campo, non esita a infiltrarsi in ambienti pericolosi, trascurando la propria sicurezza e visitando persino le abitazioni dei boss della malavita irlandese per estorcere informazioni.
L’inchiesta sul traffico di droga le procura serie minacce. Dopo la pubblicazione del primo articolo sul traffico di droga in Irlanda nel 1994, due colpi di pistola vengono sparati contro la sua abitazione. Tuttavia, nulla ferma la giornalista, determinata a smascherare i grandi protagonisti del traffico di droga…
A gennaio, un uomo bussa alla sua porta, la aggredisce puntandole una pistola alla testa e le spara infine un proiettile alla coscia a bruciapelo.
Appena ripresasi dall’aggressione, il marito la accompagna da diversi sospettati per ottenere confessioni. Viene installato un allarme e una scorta della polizia la accompagna negli spostamenti. Consapevole che la presenza della polizia ostacola il suo lavoro investigativo, chiede la revoca di questa misura.
Settembre 1995: la sua indagine sul cartello della droga di Dublino la porta da un certo John Gilligan. Guardandolo negli occhi, gli chiede da dove provengano i soldi per mantenere un centro equestre così importante. Il proprietario la picchia brutalmente, le strappa i vestiti alla ricerca di microfoni e la minaccia di violentare suo figlio e ucciderla se pubblicherà anche un solo articolo che lo riguarda. Spaventata e traumatizzata, rifiuta comunque di fermare le sue indagini.
A dicembre 1995 riceve il “Press Freedom Award”, premio che la riconosce per il suo coraggio.
Stanca dell’ingerenza della giornalista nelle loro attività illecite, la malavita irlandese ordina la sua eliminazione. L’omicidio avviene nel pomeriggio del 26 giugno 1996. Ferma a un semaforo, mentre telefona a un amico, una moto con due uomini si avvicina. Il passeggero spara cinque colpi a bruciapelo, uccidendo sul colpo la giovane donna.
I suoi funerali radunano migliaia di persone. Il presidente e membri del governo partecipano al corteo.
Charles Bowden, il primo “pentito” d’Irlanda, permette l’arresto dei principali colpevoli. Nell’ottobre 1996 la polizia arresta Paul Ward, trafficante di eroina e braccio destro di Gilligan, per la partecipazione all’omicidio di Veronica Guerin. Aveva fornito arma e moto ed è condannato all’ergastolo dalla corte criminale speciale di Dublino.
Il 29 luglio 1999 Brian Meehan, arrestato nei Paesi Bassi nell’ottobre 1997, viene riconosciuto colpevole di partecipazione all’omicidio e accusato di altri 17 capi d’imputazione. Estradato dalla Gran Bretagna, John Gilligan, la cui partecipazione diretta all’assassinio non è mai stata provata (o voluta provare), viene arrestato per riciclaggio e traffico di cannabis e condannato a 28 anni di carcere. Successivamente, il governo irlandese inserisce nella costituzione una legge che consente il sequestro dei beni dei criminali colpevoli di riciclaggio di denaro proveniente dalla droga.
I cittadini dei quartieri di Dublino colpiti dalla droga si ribellano, rendendo la vita impossibile ai pusher. Il 15 marzo 2001 John Gilligan viene assolto dall’omicidio della giornalista e sconta la pena nel carcere di Portlaoise per traffico di cannabis.