Perché le origini del maglione irlandese vengono attribuite alle isole Aran?
Notizie dall'Irlanda

Perché le origini del maglione irlandese vengono attribuite alle isole Aran?

di Gwen LE COINTRE
Illustration générée par IA : un pull d’Aran dans un paysage inspiré d’Inishmore.

A Kilronan, su Inis Mór, il maglione Aran si riconosce ancor prima di leggerne l’etichetta. Le trecce risaltano sulla lana écru, i rombi attraversano il busto e gli incavi della maglia catturano le ombre. Eppure, il capo che oggi si porta a casa dalle isole Aran ha una storia più recente del paesaggio di muri a secco in cui lo si immagina volentieri. La sua forma iconica si è sviluppata nel XX secolo, quando le magliaie dell’arcipelago hanno trasformato una pratica domestica in un artigianato capace di trovare acquirenti ben oltre la baia di Galway.

Perché il maglione irlandese porta il nome delle isole Aran?

Dai maglioni da lavoro al pullover a trecce

Al largo di Galway, Inis Mór, Inis Meáin e Inis Oírr appartengono a un mondo marittimo in cui circolavano tanto gli abiti quanto le tecniche. Il gansey, maglione da lavoro dei pescatori diffuso sulle coste britanniche, offre un utile termine di paragone. Di solito era scuro e lavorato a maglia fitta. Il maglione irlandese reso celebre con il nome di Aran si distingue per un filato più spesso, spesso écru, e per i motivi in rilievo che ricoprono gran parte del capo. Il National Museum of Ireland richiama i legami con i maglioni dei pescatori della Scozia e delle isole del Canale. Queste affinità illustrano la circolazione delle tecniche; non indicano né un’unica ideatrice né un modello che le isole avrebbero semplicemente copiato.

Nel 1891 il governo istituì il Congested Districts Board per sostenere le regioni più povere dell’ovest dell’Irlanda. Tra le attività incoraggiate figuravano la tessitura e la lavorazione a maglia destinate alla vendita. Il Victoria and Albert Museum colloca in questo contesto lo sviluppo dei motivi complessi che costituiscono il tratto distintivo dell’Aran. È qui che il nome dell’arcipelago acquista il suo significato: indica il luogo in cui le magliaie hanno elaborato questi rilievi e dato al capo la sua forma riconoscibile. L’origine isolana dello stile non implica che tutte le maglie che lo compongono siano nate sulle isole.

Negli anni Trenta, la maglieria arriva a Dublino

Il passaggio dalle case delle isole alle vetrine di Dublino cambia la scala di questa produzione. Negli anni Trenta, Muriel Gahan, sostenitrice dell’artigianato rurale, contribuì a rendere la maglieria Aran accessibile agli acquirenti della capitale. Il commerciante di articoli per lavori ad ago Heinz Edgar Kiewe scoprì il capo a Dublino e ne favorì la diffusione in Gran Bretagna. Il maglione viaggia e i modelli stampati permettono presto di riprodurne i motivi lontano dall’arcipelago.

Un capo conservato al National Museum of Ireland offre un riferimento concreto: un cardigan rosso lavorato a maglia nel 1937 per il museo. Il colore sorprende chi associa l’Aran soltanto alla lana écru. Ricorda che il rilievo dei punti poteva già caratterizzare il capo, qualunque fosse la sua tonalità. A partire dagli anni Sessanta, le campagne di esportazione, in particolare verso gli Stati Uniti, diedero a questa maglia una visibilità del tutto diversa.

Le trecce permettevano di riconoscere i pescatori scomparsi?

Nella pièce di Synge, l’indizio è un calzino

Si racconta che ad Aran ogni famiglia possedesse un motivo segreto e che fosse possibile identificare un pescatore annegato dal suo maglione. Nulla documenta un simile uso. La leggenda richiama tuttavia una scena di Riders to the Sea, pièce di J. M. Synge rappresentata per la prima volta nel 1904. Un uomo è scomparso in mare; sua sorella riconosce un calzino da un dettaglio della lavorazione a maglia che ricorda di aver realizzato. Non si parla né di un maglione né di un repertorio di motivi familiari. La somiglianza aiuta a capire come il racconto possa aver attecchito, senza dimostrare che la pièce ne sia all’origine.

Si incontrano anche interpretazioni che vedono una corda nella treccia o promettono prosperità attraverso il rombo. Vi si possono leggere immagini del mondo isolano. Non esiste tuttavia alcuna prova di un codice universale tramandato da una famiglia all’altra. Le somiglianze che Kiewe riteneva di riconoscere tra questi motivi e l’antica arte celtica hanno contribuito ad attribuire al capo un’antichità che i pezzi conservati non confermano.

Come ritrovare questo sapere artigianale durante un viaggio ad Aran?

A Inis Meáin, leggere un’etichetta quanto una maglia

A Inis Meáin, Tarlach de Blácam e Áine Ní Chonghaile hanno fondato l’Inis Meáin Knitting Company nel 1976, anche per creare posti di lavoro sull’isola. L’azienda continua a progettare e realizzare capi in maglia sul posto. Prima di programmare una deviazione, controllate gli orari del suo negozio: sulle isole è meglio verificare le aperture prima di organizzare una visita tra due traghetti.

Se desiderate portare a casa un maglione, controllate cosa indica l’etichetta riguardo al luogo di produzione, alla composizione del filato e alla manutenzione. La parola «Aran» può designare uno stile, anche su un capo prodotto altrove. Se per voi conta il luogo, chiedete dove è stato lavorato il maglione. E se vi viene presentato come fatto a mano, chiedete quali fasi lo siano state: la lavorazione del capo a maglia e le rifiniture a mano non indicano lo stesso lavoro. Il tempo di provare due maglie di spessore diverso, e saprete anche quale indosserete davvero al ritorno.

Rivista

Le notizie dall'Irlanda

Tutte le notizie