Esplora Isole Blasket
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Al largo della penisola di Dingle, le isole Blasket formano un arcipelago battuto dai venti, separato dalla costa del Kerry dalle acque mutevoli del Blasket Sound. Conosciute in irlandese come Na Blascaodaí, sono tra i territori più selvaggi e ricchi di storia della costa atlantica.
La più grande, Great Blasket Island, ospitò fino al 1953 una piccola comunità quasi interamente irlandofona. I suoi abitanti vivevano di pesca, di un modesto allevamento e delle risorse offerte dall’oceano. La loro vita quotidiana era difficile, ma diede origine a una straordinaria tradizione letteraria in lingua irlandese.
Oggi disabitate tutto l’anno, le isole Blasket attirano escursionisti, appassionati di storia e osservatori della fauna. Le rovine dell’antico villaggio, le spiagge frequentate dalle foche grigie e le scogliere affacciate sull’Atlantico compongono un paesaggio di straordinaria bellezza.
L’arcipelago si trova all’estremità occidentale della penisola di Dingle, di fronte al villaggio di Dún Chaoin, o Dunquin. Dalle scogliere della terraferma, le sue sagome rocciose sembrano susseguirsi nell’oceano come gli anelli di una catena.
Le Blasket comprendono sei isole principali:
Piccoli isolotti e rocce affioranti completano questo insieme. La maggior parte è difficile da raggiungere e non è visitabile. Le escursioni turistiche si concentrano soprattutto su Great Blasket, mentre alcune uscite in mare permettono di navigare intorno alle altre isole senza sbarcarvi.
La popolazione permanente dell’arcipelago viveva essenzialmente su Great Blasket Island. Situato sul versante nord-orientale, il villaggio godeva di una relativa protezione dai venti dominanti ed era rivolto verso la penisola di Dingle.
Le case, costruite in pietra, erano raggruppate sopra An Trá Bhán, la «spiaggia bianca». L’isola non aveva né un vero porto, né un medico permanente, né una rete elettrica. Gli spostamenti avvenivano a piedi e le comunicazioni con la terraferma dipendevano interamente dalle condizioni del mare.
Gli abitanti utilizzavano tradizionalmente le naomhóga, leggere imbarcazioni simili ai currach, costruite con un’intelaiatura di legno un tempo ricoperta prima di pelli e poi di tela catramata. Servivano per la pesca, il trasporto delle persone e gli scambi con Dún Chaoin.
L’alimentazione si basava su patate, latte, carne, uova di uccelli marini e prodotti della pesca. Le famiglie allevavano pecore e alcuni bovini su terreni poveri, privi di alberi e costantemente esposti alla salsedine.
La vita, tuttavia, non era completamente isolata dal mondo. Gli isolani intrattenevano scambi con le comunità della penisola, si recavano sulla terraferma e accoglievano occasionalmente visitatori. Il loro isolamento diventava soprattutto pericoloso quando le tempeste impedivano alle imbarcazioni di attraversare lo stretto per diversi giorni.
L’irlandese era la lingua principale degli abitanti di Great Blasket. Non si trattava di una tradizione conservata artificialmente, ma della lingua utilizzata in famiglia, al lavoro, nei racconti e nelle relazioni sociali.
Alla fine del XIX e all’inizio del XX secolo, questa peculiarità attirò linguisti, scrittori e ricercatori venuti a studiare il dialetto locale e a raccogliere i racconti trasmessi oralmente.
Tra loro figuravano il linguista norvegese Carl Marstrander, lo specialista britannico della lingua irlandese Robin Flower e il ricercatore George Thomson. I loro scambi con gli abitanti contribuirono a incoraggiare diversi isolani a mettere per iscritto la propria vita.
Questo incontro tra una tradizione orale vivente e il mondo dell’editoria diede origine a un insieme di opere oggi considerato uno dei grandi tesori della letteratura irlandese.
Tomás Ó Criomhthain, talvolta anglicizzato in Tomás O’Crohan, è uno degli autori più celebri di Great Blasket. Pescatore e agricoltore, racconta la propria esistenza in An tOileánach, pubblicato in irlandese nel 1929 e tradotto in francese con vari titoli, tra cui L’Homme des îles.
Il suo racconto descrive una società confrontata con povertà, naufragi, tempeste ed emigrazione, ma anche ricca di solidarietà, umorismo e profonda conoscenza dell’oceano.
Muiris Ó Súilleabháin racconta invece la propria infanzia in Fiche Bliain ag Fás, tradotto in inglese con il titolo Twenty Years A-Growing. La sua testimonianza offre uno sguardo più giovane sulla comunità e sul progressivo trasferimento degli isolani verso la terraferma o l’America.
Peig Sayers occupa un posto altrettanto importante. Nata sulla penisola di Dingle, si stabilì su Great Blasket dopo il matrimonio. La sua autobiografia, Peig, divenne uno dei testi più noti della letteratura irlandese del XX secolo.
Queste opere vanno ben oltre la semplice descrizione folcloristica. Costituiscono archivi sociali insostituibili su una comunità rurale e marittima scomparsa, raccontata da coloro che l’hanno realmente conosciuta.
La popolazione di Great Blasket raggiunse il massimo all’inizio del XX secolo, con circa 170-180 abitanti a seconda dei periodi. In seguito diminuì rapidamente a causa dell’emigrazione, dell’invecchiamento e delle difficoltà economiche.
Molti giovani lasciarono l’isola per raggiungere la terraferma o stabilirsi negli Stati Uniti. Una numerosa comunità originaria delle Blasket si formò in particolare a Springfield, nel Massachusetts.
Con la diminuzione del numero degli abitanti, la vita sull’isola divenne più fragile. Era sempre più difficile mantenere una scuola, ottenere cure mediche o soccorrere le persone in pericolo quando il mare impediva ogni traversata.
La morte di un giovane malato, che nel 1947 non poté ricevere assistenza medica in tempo, illustra tragicamente questo isolamento. Gli abitanti iniziarono allora a chiedere con maggiore insistenza l’aiuto delle autorità.
Il 17 novembre 1953, gli ultimi 22 residenti permanenti furono trasferiti sulla terraferma. L’evacuazione fu organizzata dallo Stato, ma avvenne dopo diversi anni di declino e di richieste formulate dagli isolani. Non deve quindi essere riassunta come un’improvvisa espulsione decisa arbitrariamente.
Le famiglie furono ricollocate soprattutto sulla penisola di Dingle. Il villaggio venne abbandonato e le sue case di pietra iniziarono a deteriorarsi lentamente sotto l’azione del vento e delle piogge atlantiche.
Great Blasket Island è l’unica isola dell’arcipelago regolarmente accessibile ai visitatori. Le traversate sono effettuate da diverse compagnie private da Dún Chaoin, Ventry o Dingle.
Il tragitto più breve parte da Cé Dhún Chaoin, il piccolo imbarcadero situato ai piedi di una rampa a tornanti diventata famosa sui social network. La traversata dura circa 20 minuti quando le condizioni sono favorevoli.
L’isola non possiede ancora un vero molo. A seconda dell’imbarcazione utilizzata, l’ultima parte dell’arrivo può richiedere un trasferimento su un piccolo gommone. L’operazione richiede una mobilità sufficiente e può risultare delicata quando il mare è mosso.
Dal punto di sbarco, un sentiero sale verso l’antico villaggio. Vi si scoprono le rovine delle case, la scuola, i sentieri un tempo percorsi dagli abitanti e la casa restaurata di Tomás Ó Criomhthain.
Durante la stagione, l’Office of Public Works propone occasionalmente visite guidate gratuite al villaggio. Consentono di ricollocare gli edifici nel loro contesto e di evitare di percepire le rovine come una semplice scenografia abbandonata.
L’isola conta diversi sentieri, ma il terreno rimane irregolare e talvolta fangoso. Le scogliere non sono sempre protette da barriere. Sono indispensabili un buon paio di scarpe, abiti impermeabili, acqua e un pasto.
I traghetti circolano soltanto durante la bella stagione e quando le condizioni del mare consentono una traversata sicura. Un’escursione può essere cancellata la mattina stessa, anche se sulla penisola il cielo appare sereno.
Per la stagione 2026, una delle principali compagnie effettua traversate da Dún Chaoin dal 7 maggio al 9 settembre. Altri operatori propongono una stagione leggermente più lunga, generalmente dalla primavera alla fine di settembre o all’inizio dell’autunno.
È indispensabile prenotare direttamente presso la compagnia scelta e prevedere un’attività alternativa. Nessun operatore può garantire una partenza con diversi giorni di anticipo.
Da Dún Chaoin, nel 2026 il biglietto di andata e ritorno costa generalmente 50 € per adulto e 30 € per bambino. Alcune traversate sono riservate ai bambini di almeno 7 anni. Le escursioni più lunghe da Dingle o Ventry, che talvolta comprendono un’uscita per osservare la fauna, sono più costose.
Gli orari di ritorno vengono fissati al momento della prenotazione. È essenziale tornare al punto d’imbarco all’ora prevista: i posti sono limitati e la compagnia deve rispettare i propri turni.
Le Blasket costituiscono un importante rifugio per la fauna atlantica. Great Blasket ospita in particolare una numerosa colonia di foche grigie, spesso visibile sulla spiaggia di An Trá Bhán.
I visitatori devono mantenersi a una distanza minima di circa 50 metri. Avvicinarsi troppo può spingere gli animali a tornare precipitosamente in acqua, separare una madre dal suo piccolo o disturbare il loro riposo.
È sconsigliato fare il bagno ad An Trá Bhán a causa delle correnti e delle onde. La bellezza apparentemente tranquilla della spiaggia non deve far dimenticare la sua esposizione all’Atlantico.
Le scogliere ospitano inoltre fulmari, urie, procellarie, berte e numerose altre specie di uccelli marini. Gli isolotti più lontani costituiscono siti di nidificazione particolarmente importanti.
Durante la traversata è talvolta possibile avvistare delfini, focene, piccole balenottere minori o squali elefante. Questi avvistamenti restano naturalmente imprevedibili.
Quando il mare è troppo mosso o i traghetti non circolano, il Blasket Centre, o Ionad an Bhlascaoid, è il modo migliore per scoprire la storia dell’arcipelago.
Situato a Dún Chaoin, sulla penisola di Dingle, questo centro dedicato al patrimonio presenta la vita quotidiana degli isolani, la loro lingua, le tradizioni e l’eredità letteraria. Completamente modernizzata nel 2022, la sua esposizione riunisce oggetti, archivi, testimonianze e dispositivi interattivi.
La sua architettura è stata concepita per aprire lo sguardo verso Great Blasket. Una piattaforma accessibile in cima alla scogliera offre un panorama spettacolare sull’arcipelago e permette di comprendere meglio la vicinanza apparente, ma ingannevole, tra l’isola e la terraferma.
Nel 2026 il centro è aperto tutti i giorni dal 6 marzo all’8 novembre, dalle 10 alle 18, con ultimo ingresso alle 17:15. Il biglietto costa 5 € per adulto, 4 € per anziani e gruppi, 3 € per studenti e 13 € per una famiglia. L’ingresso è gratuito per i bambini sotto i 12 anni.
Le informazioni aggiornate sono disponibili sul sito ufficiale di Heritage Ireland.