È stata una mossa audace quella appena compiuta. Il Primo Ministro britannico Boris Johnson ha sorpreso tutti annunciando la prossima sospensione del Parlamento britannico. Una manovra politica che ha suscitato scalpore e scandalo tra l’opposizione, e che non sarebbe altro che un tentativo di Boris Johnson per avere le mani libere sulla Brexit.
Ma perché Boris Johnson ha scelto questa strada? La ragione è semplice: il Primo Ministro spera di giocare con i tempi sospendendo il Parlamento fino al 14 ottobre 2019, cioè due settimane prima della data prevista per la Brexit. Questo lascerà solo 14 giorni ai deputati dell’opposizione per cercare di evitare un possibile No Deal (una Brexit dura, senza accordo).
Un modo astuto per neutralizzare i deputati contrari alla Brexit, che erano determinati a contrastare Boris Johnson fino agli ultimi giorni prima della scadenza.
Questa manovra ha scatenato una vera e propria furia tra i partiti politici, ma anche tra la popolazione britannica. Molti lo accusano di un atto di negazione della democrazia, di mettere a tacere l’opposizione per imporre la sua visione della Brexit. Altri invece applaudono la strategia e ammirano l’abilità politica.
Ciò che ha maggiormente sorpreso l’opinione pubblica è che questa sospensione, per essere legale, ha dovuto ottenere il previo consenso della Regina Elisabetta II, che, con grande sorpresa generale, avrebbe accettato!
Questa sospensione del Parlamento ha già avuto un forte impatto: la sterlina è infatti scesa dello 0,6% rispetto all’euro, generando preoccupazione nei mercati finanziari.
I britannici sembrano inevitabilmente avviarsi verso una Brexit complicata, tra tensioni politiche interne, divisioni nella popolazione sul tema e un braccio di ferro sempre più difficile con l’Unione Europea.