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Guinness ha concorrenza: tre stout irlandesi da assaggiare da Cork a Dublino

di Gwen LE COINTRE
Beamish, photo d’archives. James Cridland, <a href="https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Beamish_Genuine_Irish_Stout.jpg">Wikimedia Commons</a>, <a href="https://creativecommons.org/licenses/by/2.0/">CC BY 2.0</a>, redimensionnée.

Due classici di Cork e una stout indipendente della valle del Barrow.

A Cork, una pinta scura sul bancone non è necessariamente una Guinness. Al Roundy, il menu propone anche due nomi legati alla storia della birra della città: Beamish e Murphy’s. È un buon punto di partenza per capire cosa si cela dietro gli ultimi risultati di Diageo. Il 5 novembre 2026, il proprietario di Guinness ha riconosciuto che la concorrenza tra le stout si sta intensificando. Per il viaggiatore, la questione è più semplice: cosa ordinare al bancone per assaggiare qualcosa di diverso?

Cosa dice Diageo sulla concorrenza a Guinness

Pressione locale, risultati diversi a seconda dei mercati

Nel suo aggiornamento trimestrale del 5 novembre, Diageo segnala un lieve calo delle vendite di birra in Gran Bretagna e Irlanda. Il dato riguarda la categoria birra del gruppo nei due mercati: non consente di concludere che le vendite di Guinness siano diminuite nella Repubblica d’Irlanda. Guinness è invece cresciuta in altre regioni, in particolare in Africa e nei mercati di lingua tedesca.

Interpellato dopo la pubblicazione dei risultati, l’amministratore delegato Dave Lewis ha citato la pressione dei concorrenti, ma anche il caldo estivo, riferisce The Grocer. Queste dichiarazioni non forniscono quote di mercato dettagliate per marchio. Le birre qui sotto sono alternative da scoprire per il loro gusto e il loro radicamento locale; nulla permette di attribuire loro singolarmente il calo segnalato da Diageo.

A Cork, due stout storiche da confrontare allo stesso bancone

Beamish e Murphy’s: il contrasto emerge nel finale

Per un primo confronto, inizia dal The Roundy, a Cork: il suo menu online le elenca entrambe. Il pub descrive la Beamish come una stout dalle note di malto tostato, con un finale secco. È proprio questo finale, il gusto che resta dopo il sorso, a offrire il miglior punto di riferimento per distinguerla dalla Murphy’s, generalmente descritta come più morbida e cremosa.

Taste Cork presenta entrambe come classici della contea. Ordinarle qui permette di scoprire qualcosa di diverso da una variante della Guinness: due marchi con una storia propria a Cork, ancora affiancati nel menu di un pub. Chiedi cosa è disponibile al momento della visita: un menu online offre un buon indizio, non la situazione dei fusti in tempo reale.

Dalla valle del Barrow a Dublino, due modi per proseguire la scoperta

O’Hara’s, poi le stout del Porterhouse

La terza birra da cercare è la O’Hara’s Irish Stout, del birrificio familiare indipendente Carlow Brewing Company. Il produttore descrive un profilo tostato con un’amarezza di luppolo: un altro modo di equilibrare una birra scura. O’Hara’s propone inoltre la sua stout in versione nitro. Se ti interessa la consistenza, chiedi quale versione serve il pub: il nome sul menu non dice sempre come la birra viene servita nel bicchiere.

Per una sosta a Dublino, il Porterhouse di Temple Bar è un’altra possibilità: il suo sito annuncia birre della casa e stout, comprese opzioni analcoliche. Non ho verificato la presenza di O’Hara’s; meglio chiedere quali stout sono alla spina quel giorno. Se stai preparando un soggiorno incentrato sulla storia della birra, puoi anche tenere il Guinness Storehouse per capire come un marchio di Dublino sia diventato il riferimento con cui si confrontano gli altri.

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