Con 3 vaccini in corsa per combattere il COVID-19, la speranza sembra rinascere tra le compagnie aeree. La prospettiva di uscire dalla crisi suscita entusiasmo. E sebbene le campagne di vaccinazione non siano ancora iniziate, sembra che le grandi compagnie di tutto il mondo stiano già lavorando a un sistema per permettere la ripresa dei voli in modo sicuro e regolamentato. Anche l’Irlanda è coinvolta.
I giganti del trasporto aereo valutano un passaporto vaccinale
Una scelta subito scartata da Ryanair per i voli a corto raggio
Il 2021 sarà probabilmente l’anno della ripresa per il turismo e il traffico aereo. Una notizia eccellente per l’Irlanda, che però richiede una buona organizzazione. La ripartenza sarà infatti possibile solo se la pandemia sarà controllata grazie a una vaccinazione di massa a livello globale.
A tal proposito, la compagnia aerea Qantas ha rivelato di prendere in considerazione l’adozione di “un sistema di passaporto vaccinale”.
L’idea è semplice: obbligare i passeggeri che desiderano imbarcarsi a fornire la prova della vaccinazione contro il COVID-19. A tal fine, basterebbe un semplice certificato medico.
Questo progetto sarà testato a breve dalla compagnia e potrebbe essere esteso ad altre aziende concorrenti in caso di successo.
Tuttavia, Ryanair si è già espressa sulla questione: per la compagnia low-cost irlandese, richiedere un libretto vaccinale per i voli a corto raggio all’interno dell’Europa non sembra pertinente.
Un sistema del genere può avere senso per voli a lungo raggio o per paesi senza confini fisici con altri stati, come l’Australia. Non ci sono molte vie d’accesso al paese, se non l’aereo. Ma la situazione è molto diversa in Europa, dove i vari paesi devono considerare le proprie regole di frontiera, ma anche quelle degli altri… ha dichiarato il direttore generale Eddie Wilson.
Se questo passaporto vaccinale fosse valido solo per l’aereo, temo che alcuni utenti europei potrebbero optare per soluzioni alternative come il treno. Perciò, non vogliamo aggiungere questo sistema alla nostra politica di imbarco per i voli a corto raggio.
In ogni caso, altre compagnie come Aer Lingus stanno anch’esse valutando le possibilità per rilanciare i loro voli in tutta sicurezza, quando il vaccino sarà in fase di distribuzione.
L’obiettivo per gli operatori del traffico aereo e del turismo è riavviare il settore il prima possibile, senza dimenticare di garantire la massima sicurezza ai loro clienti. Un lavoro di grande portata che, se ben coordinato, dovrebbe permettere di salvare l’industria turistica irlandese, oggi in difficoltà.
Incrociamo le dita!