Irlanda – Scoperte nella contea di Galway due tombe risalenti a quasi 6.000 anni fa
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Irlanda – Scoperte nella contea di Galway due tombe risalenti a quasi 6.000 anni fa

di Gwen LE COINTRE
Dr Michelle Comber et Dr Noel McCarthy auprès de la tombe à portail de Prospecthill, à Maree. © Andrew Downes / Xposure

Sotto una lastra di 14 tonnellate, gli archeologi hanno ritrovato le tracce dei primi agricoltori del Galway e un misterioso pendente in ametista mai osservato altrove in Irlanda.

Una tomba dimenticata, un secondo monumento che nessuno aveva ancora identificato e, sottoterra, un minuscolo pendente in ametista senza equivalenti noti in Irlanda. A Maree, nella contea di Galway, una campagna di scavi ha appena portato alla luce un eccezionale complesso funerario neolitico. Le scoperte offrono una nuova prospettiva sui primi agricoltori insediati nell’ovest dell’isola quasi 6.000 anni fa.

Una scoperta archeologica di grande importanza nella contea di Galway

Due tombe neolitiche riunite nello stesso sito a Maree

Il sottosuolo irlandese non ha evidentemente ancora finito di raccontare le sue storie. A Prospecthill, nella regione di Maree, gli archeologi dell’Università di Galway hanno portato alla luce due monumenti funerari risalenti agli inizi del Neolitico.

Il primo era noto dagli archivi, ma era quasi scomparso dal paesaggio. Il secondo si trovava proprio accanto, senza essere mai stato catalogato come monumento funerario. Insieme, formano un’associazione estremamente rara: una tomba a corte e una tomba a portale costruite a pochi metri di distanza l’una dall’altra.

Secondo l’équipe scientifica, si tratterebbe dell’unica combinazione nota in Irlanda di queste due categorie di tombe megalitiche nello stesso sito. La scoperta potrebbe quindi aiutare i ricercatori a comprendere meglio le pratiche funerarie e le credenze delle prime comunità agricole insediate nell’ovest del Paese.

Gli scavi sono diretti dalla dottoressa Michelle Comber e dal dottor Noel McCarthy, entrambi affiliati al dipartimento di archeologia dell’Università di Galway. Si inseriscono nel progetto di ricerca Maree – Land Use Through Time, dedicato all’evoluzione dell’occupazione umana e dei paesaggi della penisola di Maree.

Una tomba dimenticata dagli anni Sessanta

Gli archeologi hanno ritrovato le fondamenta di un monumento lungo 30 metri

La campagna di scavi aveva inizialmente l’obiettivo di ritrovare una tomba a corte le cui grandi pietre erano ancora visibili fino agli anni Sessanta. In seguito furono rimosse, facendo praticamente scomparire il monumento dalla superficie.

Gli archeologi disponevano tuttavia di informazioni storiche che ne attestavano l’esistenza. Studiando il terreno, sono riusciti a ritrovare le fondamenta e a precisare le dimensioni di questa tomba perduta.

Il monumento misura circa 30 metri di lunghezza, il che ne fa una delle tombe a corte più grandi scoperte in Irlanda. Questa categoria di edifici si riconosce per lo spazio aperto, generalmente allestito davanti alle camere funerarie. La corte poteva ospitare raduni e diverse attività cerimoniali.

Queste costruzioni non erano quindi soltanto sepolture. Probabilmente costituivano luoghi d’incontro in cui una comunità manteneva un legame simbolico con i propri morti e antenati.

La costruzione di un monumento di queste dimensioni richiedeva una considerevole organizzazione collettiva. Bisognava scegliere ed estrarre le pietre, trasportarle, preparare il terreno e assemblare il complesso senza macchinari moderni. Il cantiere rivelava tanto competenze tecniche quanto una forte coesione sociale.

Una seconda tomba sconosciuta emerge a pochi metri di distanza

Una lastra di copertura di 14 tonnellate nascondeva un monumento funerario

La vera sorpresa è emersa nelle immediate vicinanze della tomba a corte. I ricercatori hanno identificato i resti di un’imponente tomba a portale che non era mai stata registrata come monumento funerario.

Chiamate anche dolmen, le tombe a portale sono composte da una camera in pietra preceduta da due grandi pietre verticali che formano un ingresso. Una pesante lastra, chiamata lastra di copertura, poggia su questi sostegni.

A Maree, questa lastra misura quasi quattro metri di lunghezza e circa un metro di spessore. Il suo peso è stimato in 14 tonnellate. Per quanto impressionante, finora la pietra non permetteva di comprendere la natura esatta di ciò che si trovava sotto la sua massa.

Gli scavi hanno rivelato che la tomba era stata costruita in una grande fossa scavata direttamente nel substrato roccioso. Questa configurazione ha protetto parte dei depositi funerari più antichi, offrendo agli archeologi una rara opportunità di studiare i primi utilizzi del monumento.

La presenza fianco a fianco di una tomba a corte e di una tomba a portale solleva ora numerosi interrogativi. I due monumenti furono costruiti nello stesso momento? Erano destinati a gruppi diversi? Furono utilizzati in successione o contemporaneamente? Le analisi dovranno cercare di stabilire la loro cronologia precisa.

Un pendente in ametista unico in Irlanda

Un minuscolo oggetto al centro di una scoperta monumentale

Il reperto più spettacolare degli scavi, tuttavia, non è la lastra da 14 tonnellate. Sta nel palmo di una mano: si tratta di un piccolo pendente in ametista ritrovato nella tomba a portale.

Perle di quarzo sono già state scoperte in diversi monumenti megalitici irlandesi. Al contrario, secondo l’Università di Galway, attualmente non sarebbe noto in Irlanda alcun pendente in ametista paragonabile all’interno di una tomba di questo tipo.

L’oggetto incuriosisce tanto per il materiale quanto per la sua funzione. Veniva indossato come gioiello? Aveva un valore simbolico? Fu deposto insieme a una persona al momento della sepoltura? Per ora, i ricercatori evitano di attribuirgli un significato preciso.

Nuove analisi potrebbero permettere di comprendere meglio la sua fabbricazione e, eventualmente, l’origine della pietra. In archeologia, un oggetto così discreto può talvolta fornire preziosi indizi sugli scambi, sugli spostamenti dei materiali e sulle pratiche sociali di una comunità.

Il pendente non deve tuttavia mettere in ombra le altre scoperte. Nelle tombe sono stati portati alla luce anche utensili in pietra, ceramica preistorica e resti umani cremati.

Chi viveva nel Galway quasi 6.000 anni fa?

I primi agricoltori trasformavano profondamente il paesaggio

I due monumenti risalgono agli inizi del Neolitico, probabilmente tra il 3700 e il 3500 a.C. Questo periodo corrisponde a una trasformazione fondamentale della storia irlandese.

Le popolazioni presenti sull’isola avevano vissuto a lungo principalmente di caccia, pesca e raccolta di risorse selvatiche. L’arrivo dell’agricoltura portò gradualmente alla comparsa di comunità più sedentarie, capaci di coltivare la terra, allevare animali e occupare stabilmente un territorio.

Questa evoluzione non riguardò soltanto l’alimentazione. Modificò i paesaggi, l’organizzazione dei gruppi umani e il loro rapporto con i morti. I monumenti megalitici testimoniano società capaci di coordinare importanti lavori collettivi e di inscrivere i propri antenati in luoghi visibili per diverse generazioni.

Le tombe potevano anche fungere da punti di ritrovo. Alcune cerimonie prevedevano resti umani spostati, bruciati o deposti nelle camere. Queste pratiche non devono essere interpretate soltanto secondo la nostra concezione moderna del cimitero: il rapporto tra vivi, morti e territorio era probabilmente molto più stretto.

Una tomba a corte e una tomba a portale: qual è la differenza?

Due architetture funerarie del Neolitico irlandese

Una tomba a corte è generalmente costituita da un cairn allungato contenente una o più camere funerarie. Davanti a queste, alcune pietre delineano uno spazio aperto o semi-chiuso. La corte poteva accogliere la comunità durante cerimonie e rituali.

Una tomba a portale ha una forma più compatta. Due pietre verticali segnano l’ingresso della camera e sostengono un’imponente lastra di copertura. Il dolmen di Poulnabrone, nel Burren, è uno degli esempi più celebri in Irlanda.

Questi monumenti appartengono alla grande famiglia delle tombe megalitiche irlandesi, insieme alle tombe a corridoio e alle tombe a cuneo. La loro architettura, distribuzione e cronologia differiscono, anche se alcuni di essi potrebbero essere stati riutilizzati per periodi molto lunghi.

A Prospecthill, la presenza delle due architetture nello stesso luogo potrebbe rivelare un utilizzo particolarmente complesso del paesaggio funerario. Tuttavia, bisognerà attendere i risultati delle datazioni e delle analisi prima di determinare con precisione il rapporto tra i monumenti.

Perché questa scoperta è così importante?

Un sito in grado di far luce sugli inizi dell’agricoltura in Irlanda

I ricercatori non scoprono ogni giorno depositi funerari neolitici così ben conservati. Nel corso dei secoli, numerosi monumenti irlandesi sono stati danneggiati dall’erosione, dal recupero delle pietre, dai lavori agricoli o dalle opere moderne.

La fossa scavata nella roccia sotto la tomba a portale ha contribuito a proteggere elementi associati alle prime fasi di utilizzo del monumento. Le ossa, gli oggetti e i diversi strati del terreno potranno essere studiati insieme, nel loro contesto originario.

Questa conservazione è essenziale. Un oggetto isolato fornisce informazioni limitate. Inserito in uno strato precisamente documentato, vicino a ossa o ad altri oggetti, può aiutare a ricostruire una successione di eventi.

Le analisi dei resti cremati potrebbero in particolare fornire informazioni sul numero di persone deposte nella tomba, sulla loro età o su alcuni aspetti del trattamento funerario. Anche la datazione al carbonio 14 dovrebbe consentire di precisare i diversi periodi di utilizzo del sito.

A lungo termine, lo studio potrebbe contribuire a una domanda più ampia: come organizzavano il territorio le prime comunità agricole dell’ovest dell’Irlanda e come mantenevano la memoria dei propri morti?

Uno scavo condotto insieme agli abitanti di Maree

Archeologi, studenti e volontari riuniti intorno al progetto

Le ricerche riuniscono specialisti e studenti dell’Università di Galway e volontari della comunità locale. Il terreno appartiene alla famiglia Burke, che ospita l’équipe incaricata degli scavi.

Il progetto beneficia inoltre del sostegno della Royal Irish Academy. I lavori di rilevamento sono stati realizzati con la collaborazione del Discovery Programme, organismo nazionale di ricerca archeologica sostenuto dall’Heritage Council.

Questa cooperazione locale svolge un ruolo importante nello studio del patrimonio irlandese. Molti siti archeologici si trovano su terreni privati e la loro conservazione dipende in larga misura dal dialogo tra proprietari, ricercatori, istituzioni e abitanti.

Le grandi pietre della tomba a corte erano state spostate negli anni Sessanta, ma la memoria del monumento non era scomparsa del tutto. Diversi decenni dopo, gli archivi, le conoscenze locali e i metodi moderni hanno permesso di ritrovare ciò che rimaneva sottoterra.

È possibile visitare le tombe neolitiche di Maree?

Un sito di ricerca situato su una proprietà privata

La scoperta non corrisponde all’apertura di un nuovo sito turistico. Le tombe di Prospecthill si trovano su una proprietà privata e sono oggetto di un programma di scavi archeologici. Non è stata annunciata alcuna apertura permanente al pubblico.

È quindi essenziale non entrare nel terreno senza autorizzazione e non cercare di raggiungere direttamente l’area degli scavi. La localizzazione di un sito archeologico non conferisce automaticamente il diritto di accesso.

I viaggiatori che desiderano scoprire una tomba a portale accessibile possono recarsi a Poulnabrone, nel Burren, nella contea di Clare. Questo dolmen neolitico è annoverato tra i monumenti preistorici più noti d’Irlanda. Altre tombe megalitiche sono visibili a Creevykeel, nella contea di Sligo, o a Brownshill, vicino a Carlow.

Per il momento, il sito di Maree resterà un laboratorio a cielo aperto. Le informazioni più importanti potrebbero non provenire più da nuove pietre spettacolari, ma dalle datazioni, dalle analisi microscopiche e dallo studio meticoloso dei depositi raccolti durante gli scavi.

Il Galway rivela una nuova pagina della preistoria irlandese

Una scoperta che ha appena iniziato a svelare i suoi segreti

A Prospecthill, la monumentalità e l’infinitamente piccolo si rispondono. Una lastra di 14 tonnellate racconta lo sforzo collettivo necessario per costruire una tomba. Un pendente in ametista evoca un individuo, un gesto o una credenza il cui significato ci sfugge ancora.

Tra i due si delinea il ritratto di una comunità molto più organizzata di quanto si potrebbe immaginare. Queste donne e questi uomini coltivavano la terra, lavoravano la pietra, padroneggiavano la ceramica e costruivano monumenti destinati ad attraversare le generazioni.

Quasi sei millenni dopo, le loro tombe riemergono nella campagna del Galway. Le prime scoperte sono già notevoli, ma i ricercatori hanno ora davanti a sé mesi, se non anni, di lavoro per comprendere ciò che questo sito rivela realmente sui primi agricoltori dell’ovest irlandese.