A poche centinaia di metri dalla costa meridionale di Dublino, Dalkey Island (Deilginis in irlandese) sembra appartenere a un altro mondo. Questa piccola isola disabitata, di fronte al villaggio di Dalkey, racchiude in pochi ettari migliaia di anni di storia irlandese: resti preistorici, un’antica chiesa dedicata a Santa Begnet, fortificazioni e un’imponente torre Martello che domina la baia.
Ma Dalkey Island è anche una splendida parentesi naturale alle porte di Dublino. Bastano pochi minuti di barca per lasciarsi alle spalle l’animazione della costa e raggiungere un’isola ricoperta di prati, frequentata da uccelli marini e circondata da acque in cui si possono osservare regolarmente le foche.
Raggiungibile in particolare da Coliemore Harbour, Dalkey Island è una delle escursioni più insolite nei dintorni di Dublino. Una piccola avventura sul mare che unisce patrimonio, archeologia, paesaggi e osservazione della fauna, senza dover percorrere centinaia di chilometri verso l’ovest dell’Irlanda.
Dalla costa, Dalkey Island sembra quasi raggiungibile a nuoto. Eppure, il breve tratto di mare che la separa dalla terraferma basta a creare una netta discontinuità.
Una volta sbarcati, non ci sono più strade, traffico o case: solo prati, rocce, alcuni monumenti storici e l’orizzonte marino.
L’isola si esplora facilmente a piedi. Le sue dimensioni ridotte consentono di prendersi il proprio tempo, esplorare i principali resti e godere dei diversi panorami su Dalkey, Killiney, Dublin Bay e le montagne di Wicklow.
La traversata è già parte dell’esperienza. Dalkey Sound è uno stretto passaggio marittimo, delimitato dalla costa e dagli isolotti rocciosi circostanti. Con il bel tempo, bastano pochi minuti per raggiungere l’isola da Coliemore Harbour.
Non bisogna tuttavia considerare Dalkey Island come una classica attrazione turistica. L’isola non dispone né di negozi né di caffè né di un vero centro visitatori: è proprio il suo carattere selvaggio a renderla interessante.
Dietro il suo aspetto tranquillo, Dalkey Island vanta una storia umana straordinariamente antica.
Gli scavi archeologici condotti sull’isola hanno portato alla luce tracce di insediamenti risalenti al Mesolitico. Gli archeologi hanno scoperto, tra l’altro, accumuli di conchiglie, utensili in pietra e diversi reperti che testimoniano la presenza umana sull’isola vari millenni prima della nostra era.
Altri ritrovamenti attestano poi attività nel Neolitico e nell’età del Bronzo. Ceramiche, manufatti litici e vari reperti mostrano che questa piccola isola, oggi di fronte a una delle aree più urbanizzate d’Irlanda, era frequentata molto prima della nascita di Dublino.
L’occupazione non si limita alla Preistoria. Sono stati rinvenuti anche elementi risalenti all’alto Medioevo, mentre i monumenti ancora visibili oggi testimoniano gli usi religiosi e poi militari di Dalkey Island.
Questa successione di epoche rende l’isola molto più di un semplice luogo per passeggiare: in pochi ettari si sovrappongono diversi millenni di storia irlandese.
Il principale monumento religioso di Dalkey Island è St Begnet’s Church, oggi tutelata dall’Office of Public Works come monumento nazionale.
La chiesa è dedicata a Santa Begnet, associata anche a un’altra antica chiesa nel villaggio di Dalkey.
Le origini del sito religioso potrebbero risalire al IX o X secolo, con un primo edificio probabilmente costruito in legno. La chiesa visibile oggi fu poi edificata in granito.
Nonostante sia in rovina, diversi elementi architettonici sono ancora perfettamente leggibili. Le mura si elevano tuttora fino ai timpani e consentono di immaginare la sagoma dell’antico edificio.
Alla chiesa era associato anche un cimitero. Gli scavi archeologici condotti nel XX secolo hanno rivelato, tra l’altro, diverse sepolture e reperti risalenti al periodo medievale.
Nelle vicinanze si trovano anche croci incise direttamente in un affioramento naturale di granito e un antico pozzo sacro.
La storia di St Begnet’s Church presenta una particolarità sorprendente.
All’inizio del XIX secolo, quando i britannici intrapresero la fortificazione della costa irlandese di fronte alla minaccia di un’invasione napoleonica, l’antica chiesa fu temporaneamente trasformata per ospitare gli operai al lavoro su Dalkey Island.
L’edificio venne allora in parte modificato: alcune aperture furono alterate e fu installato, tra l’altro, un camino.
Queste trasformazioni spiegano perché non tutti gli elementi visibili oggi corrispondono necessariamente all’aspetto medievale della chiesa.
È impossibile visitare Dalkey Island senza notare la sua imponente torre Martello.
Costruita intorno al 1804, appartiene al vasto sistema di fortificazioni costiere sviluppato dalle autorità britanniche all’inizio del XIX secolo per proteggere l’Irlanda e la Gran Bretagna da una possibile invasione degli eserciti di Napoleone.
La posizione di Dalkey Island era strategica. Dalle sue alture era possibile sorvegliare gli accessi marittimi a Dublino e le navi in transito nella baia.
La torre era associata a una batteria costiera, anch’essa costruita intorno al 1804. Oggi l’insieme costituisce uno degli elementi patrimoniali più caratteristici dell’isola.
La sua sagoma tozza è facilmente riconoscibile dalla terraferma e contribuisce in modo significativo all’identità visiva di Dalkey Island.
I Vichinghi fanno parte della storia marittima di Dalkey e della baia di Dublino, ma è opportuno essere prudenti riguardo ad alcuni racconti ripetuti di frequente sull’isola.
La sua posizione vicino a un ancoraggio naturale e a una costa che sarebbe diventata particolarmente importante per il commercio marittimo spiega il suo interesse strategico nel corso dei secoli.
Nel Medioevo Dalkey sarebbe diventata, tra l’altro, un porto importante, che consentiva alle navi di sbarcare parte dei loro carichi prima di proseguire verso Dublino, il cui accesso via mare era allora difficile.
Non vi è invece nulla che consenta di affermare con certezza che St Begnet’s Church sia stata abbandonata proprio in seguito a un’invasione vichinga. La storia archeologica dell’isola è più complessa e si estende su un periodo molto più lungo.
Tra gli elementi meno noti di Dalkey Island figura anche un antico forte di promontorio.
Situato su una piccola sporgenza rocciosa, era protetto da un terrapieno e da un fossato. Gli scavi archeologici hanno restituito in quest’area frammenti di ceramiche importate risalenti alla tarda epoca romana e al periodo post-romano, suggerendo un’occupazione o una fortificazione del sito all’inizio del Medioevo.
Ma gli archeologi vi hanno ritrovato anche tracce molto più antiche, in particolare utensili di pietra e resti preistorici.
Oggi il monumento è visivamente molto meno spettacolare della torre Martello o della chiesa di Santa Begnet, ma illustra perfettamente la profondità storica di questa piccola isola.
Se l’archeologia è uno dei principali motivi d’interesse di Dalkey Island, la fauna è l’altra grande ragione per andarci.
Le acque e le rocce che circondano l’isola sono frequentate in particolare dalle foche grigie. Talvolta è possibile scorgerle mentre riposano sugli scogli o nuotano a Dalkey Sound.
Gli avvistamenti sono naturalmente casuali: si tratta di animali selvatici e nessun incontro può essere garantito.
Numerosi uccelli frequentano inoltre la zona. Urie nere, gazze marine e diverse specie marine possono essere osservate intorno agli scogli e agli isolotti vicini, a seconda del periodo dell’anno.
Un binocolo può quindi essere un ottimo complemento alla visita.
Dalkey Island è nota anche per le sue capre, diventate nel corso degli anni una presenza familiare nel paesaggio dell’isola.
Non è quindi raro avvistarle nei prati o vicino alle zone rocciose durante una passeggiata.
Come per tutta la fauna presente sull’isola, è meglio osservarle a distanza, non cercare di nutrirle ed evitare qualsiasi comportamento che possa disturbarle.
Tra le capre nei prati, le foche attorno agli scogli e gli uccelli marini sopra Dalkey Sound, l’isola offre così una sorprendente sensazione di natura selvaggia, nonostante il centro di Dublino disti solo pochi chilometri.
Dalkey Island non è collegata alla terraferma da alcun ponte. Per sbarcarvi, è quindi necessario prendere il mare.
La soluzione tradizionale consiste nel partire da Coliemore Harbour, il piccolo porto situato di fronte all’isola. Gli operatori locali propongono traversate quando le condizioni del mare lo consentono.
La distanza è molto breve e la traversata dura generalmente solo pochi minuti.
Tuttavia, questi servizi non devono essere considerati un collegamento regolare paragonabile a un traghetto classico. Le partenze dipendono in particolare dalla stagione, dal meteo, dalle condizioni del mare e dalle maree.
È quindi preferibile verificare le possibilità di traversata prima di spostarsi appositamente per visitare l’isola.
Il kayak da mare è un’ottima alternativa per scoprire Dalkey Sound e i dintorni dell’isola.
Nella regione di Dalkey vengono proposte diverse escursioni guidate. Consentono di avvicinarsi alle coste dell’isola dal mare e offrono ottime possibilità di osservare le foche.
Il kayak permette inoltre di apprezzare in modo diverso la geografia della zona: dall’acqua, la torre Martello domina l’isola, mentre i rilievi di Killiney e le montagne di Wicklow appaiono dietro la costa.
La breve distanza tra Dalkey Island e la terraferma non deve però far sottovalutare le condizioni marine. Correnti, vento, maree e traffico nautico possono rendere Dalkey Sound più tecnico di quanto sembri.
Per i visitatori senza esperienza di kayak da mare, un’uscita guidata da un professionista è quindi nettamente preferibile a una traversata improvvisata.
Le acque che circondano Dalkey vantano una lunga tradizione di pesca e la zona resta apprezzata dai pescatori in mare.
A seconda della stagione possono essere presenti diverse specie, tra cui lo sgombro.
Se pensate di pescare dagli scogli, informatevi prima sulle norme applicabili e scegliete con cura il vostro punto. Alcune zone rocciose possono diventare pericolose con l’aumento del livello del mare o quando le onde si intensificano.
Su un’isola come Dalkey Island, le condizioni devono sempre avere la precedenza sulla scelta del miglior posto di pesca.
Dalkey Island è abbastanza piccola da poter essere percorsa senza particolari difficoltà, ma il suo interesse risiede proprio nella possibilità di rallentare.
Prevedete idealmente da una a due ore per scoprire con calma la chiesa, osservare la torre Martello, percorrere i paesaggi e godere della vista sulla baia.
Sull’isola non ci sono né caffè né ristoranti. Portate quindi dell’acqua ed eventualmente qualcosa da mangiare, avendo naturalmente cura di portar via tutti i rifiuti.
Si consigliano anche buone scarpe. Il terreno è naturale, irregolare in alcuni punti e può diventare scivoloso dopo la pioggia.
I mesi più miti offrono generalmente le condizioni migliori per scoprire Dalkey Island, ma sulla costa irlandese non esistono garanzie meteorologiche.
Più della pioggia, sono soprattutto il vento e le condizioni del mare a determinare se la traversata sia possibile.
Un cielo coperto non impedisce affatto di godersi l’isola. Le luci mutevoli di Dublin Bay possono conferire molto carattere al paesaggio.
In caso di mare mosso o forti raffiche annunciate, le traversate possono invece essere annullate. Verificate quindi le condizioni e le partenze con il vostro operatore il giorno della visita.
A pochi minuti di barca da Dalkey, l’isola offre in definitiva un’esperienza piuttosto rara nei dintorni di una capitale europea: lasciare la città, sbarcare su un’isola disabitata e percorrere migliaia di anni di storia di fronte al Mare d’Irlanda.
Le informazioni essenziali per organizzare la tua visita con indicazioni utili, accessi e opzioni di prenotazione.
à 300 mètres au large de Dalkey,
53.271957, -6.084271