Le Ribellioni dei Geraldini del Desmond
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Le Ribellioni dei Geraldini del Desmond

Il conflitto anglo-irlandese
Les Rébellions des Geraldines du Desmond - Go to Ireland.com

Le Ribellioni dei Geraldini del Desmond furono rivolte che si svolsero nel XVI secolo, nella provincia del Munster e più precisamente nel Desmond, una regione situata a sud del Munster. Queste rivolte opposero la famiglia Fitzgerald (nota anche come i “Geraldini”) che governava il Desmond, al governo inglese che dominava il Regno d’Irlanda ai tempi di Elisabetta I.

Storia delle Ribellioni dei Geraldini del Desmond

Nel XVI secolo, il Munster era già da secoli sotto la presenza dei coloni britannici. Due grandi famiglie rivali si dividevano la regione: i Butler di Ormonde e i FitzGerald del Desmond. Queste due famiglie avevano da anni instaurato leggi feudali proprie, mescolando la tradizione irlandese a quella inglese… cosa che non piaceva affatto al governo britannico, che dal 1530 cercava di ristabilire l’autorità della Corona inglese sulle famiglie signorili indipendenti.

Elisabetta I ordinò a Henry Sidney di trovare una soluzione per riprendere il pieno controllo su queste famiglie. Per risolvere il problema, Sidney creò lo status di Lord President, un titolo onorifico destinato a nominare governatori ufficiali incaricati di supervisionare gli affari di ogni provincia d’Irlanda. Questo status serviva a negare l’autorità dei Butler di Ormonde e dei FitzGerald del Desmond, che reagirono con grande rabbia.

Presto queste presidenze infastidirono le due grandi famiglie rivali, che persero progressivamente il controllo sui loro territori e non poterono più gestire i propri conflitti come desideravano. Le due famiglie arrivarono persino a scontrarsi tra loro nella battaglia di Affane nel 1565!

Di fronte a questo scontro, Elisabetta I convocò immediatamente i rappresentanti di entrambe le famiglie e condannò Gerald FitzGerald e suo fratello John del Desmond alla prigionia nella Torre di Londra. La famiglia Butler fu risparmiata, poiché Thomas Butler era cugino della regina.

I FitzGerald del Desmond nominarono allora un nuovo capo: James Fitzmaurice Fitzgerald. Fervente cattolico, Fitzmaurice non apprezzava l’ascesa del protestantesimo in Irlanda e non sopportava che il governo britannico gli avesse confiscato le terre nella contea di Cork. Decise quindi di organizzare una ribellione per scacciare la presenza britannica dalle sue terre. Trovò potenti alleati, tra cui i MacCarthy Mor, gli O’Sullivan Beare, gli O’Keefe, e cercò di entrare in contatto con Filippo II di Spagna. Il loro obiettivo era semplice: cacciare gli inglesi e ristabilire il loro predominio sulla famiglia Butler.

La Prima Rivolta 1579-1583

La prima rivolta scoppiò nel 1569, quando Fitzmaurice attaccò la colonia inglese di Kerrycurihy, che gli aveva confiscato le terre nella contea di Cork pochi mesi prima. Fu una prima vittoria per la famiglia Fitzgerald, ma Fitzmaurice non si fermò e assediò Kilkenny, città allora posseduta dai Butler di Ormonde.

In risposta, Henry Sidney mobilitò le sue truppe contro quelle di Fitzmaurice, mentre il capo della famiglia Butler radunò intorno a sé capi clan ostili ai FitzGerald. Sidney, con l’aiuto dei Butler e dei loro alleati, devastò le terre dei Geraldini, assassinando senza distinzione contadini, donne e bambini, affamando le campagne e bruciando senza pietà le abitazioni. Il disastro fu tale che Fitzmaurice fu costretto a nascondersi nelle montagne del Kerry. La caccia durò più di tre anni e Sidney vide i sostenitori di Fitzmaurice arrendersi uno dopo l’altro. Fitzmaurice dovette capitolare il 23 febbraio 1573, dopo dure trattative. Fu liberato, privato delle sue terre, e decise di recarsi in Francia per chiedere aiuto e organizzare una nuova insurrezione.

Nel frattempo, William Drury, il nuovo Lord President del Munster, volle dare molti esempi per evitare nuove ribellioni. Fece giustiziare i 700 mercenari che avevano partecipato alla rivolta con Fitzmaurice e vietò ogni costume e tradizione gaelica tra la popolazione, provocando un forte malcontento nella comunità irlandese, che si sentì oppressa e discriminata.

La Seconda Rivolta 1579-1583

La seconda rivolta ebbe luogo nel 1579, con il ritorno di Fitzmaurice. Questi sbarcò con truppe e invase brutalmente il Munster. Questa volta giustificò la rivolta con motivazioni religiose, sostenendo che l’escomunica recente di Elisabetta I annullava ogni fedeltà dei cattolici irlandesi al protestantesimo britannico. Papa Pio V gli fornì truppe e denaro per condurre la ribellione come voleva.

Appena arrivato in Irlanda, Fitzmaurice vide unirsi a lui numerosi capi clan e sostenitori. Le prime battaglie furono sanguinose e videro la morte di Fitzmaurice sul campo il 18 agosto. John FitzGerald fu nominato suo successore e continuò la lotta, saccheggiando Kinsale e Youghal. Le truppe inglesi riuscirono però a resistere, devastando nuovamente le campagne dei Geraldini, uccidendo centinaia di contadini e isolando le truppe ribelli dal litorale.

La rivolta si estese nel 1580 alla provincia del Leinster, dove il capo clan irlandese Fiach MacHugh O’Byrne prese il comando. Questi ottenne grandi vittorie, sconfiggendo duramente le truppe inglesi inviate a reprimere la rivolta. Purtroppo, la strategia inglese di affamare le campagne del Leinster e del Munster si rivelò efficace dal 1581, rallentando notevolmente le rivolte. Oltre 30.000 irlandesi morirono di fame e peste, a causa delle pessime condizioni igieniche.

Questi eventi spinsero molti ribelli a chiedere perdono alla Corona e i Geraldini furono costretti a rifugiarsi nelle montagne del Kerry per sfuggire alle truppe inglesi. La ribellione si concluse il 2 novembre 1583, con l’assassinio di John Fitzgerald da parte del clan O’Moriarty. La testa del conte fu subito inviata a Elisabetta I, mentre il resto del corpo fu esposto sulle mura di Cork.