L’Atto di Unione (1801)
La cultura

L’Atto di Unione (1801)

Armoiries royales après l'Act of Union

Dal 1801, l'Irlanda vede cambiare il suo status. Viene ufficialmente integrata nel Regno Unito e diventa un territorio britannico. L'Isola di Smeraldo è allora controllata e governata da Londra. Una situazione esplosiva che acuisce le tensioni tra irlandesi cattolici e britannici protestanti.

I rapporti tra Irlanda e Inghilterra sono sempre stati complessi. Dalle invasioni britanniche sul territorio irlandese fino ai giorni nostri, il legame tra i due paesi è stato costellato di conflitti, violenza e guerre di dominio. Uno degli episodi più importanti della storia tra queste due nazioni rimane l’Act of Union (o Atto di Unione), firmato il 1° gennaio 1801. Questo atto ufficializza la creazione di un Regno unificato, che riunisce il Regno d’Inghilterra, di Scozia, il Galles e il Regno d’Irlanda, dando vita a quello che oggi chiamiamo “Regno Unito” di Gran Bretagna e Irlanda. L’atto entra in vigore il 1° gennaio 1801 e segna ufficialmente l’appartenenza piena dell’Irlanda all’Inghilterra… Un testo politico che avrebbe immerso l’Isola di Smeraldo in un clima particolarmente teso…

Act of Union: la storia di un testo che accese gli animi

Contesto storico

Carta antica dell'Irlanda ai tempi dell'Act of Union - © max_776

Carta antica dell’Irlanda ai tempi dell’Act of Union - © max_776

Già da oltre 700 anni l’Inghilterra moltiplica le invasioni colonialiste verso l’Irlanda.

Tutto inizia nel XII secolo, ai tempi delle Invasioni Normanne, quando Enrico II, re d’Inghilterra, ambisce a impadronirsi dell’isola irlandese… dando luogo a scontri di inaudita violenza.

Da allora, i secoli si susseguono senza grandi cambiamenti.

Col passare degli anni, il conflitto peggiora, le guerre di potere si intensificano e gli inglesi riescono a stabilirsi in modo duraturo sul territorio irlandese nonostante i ripetuti tentativi degli irlandesi di scacciare gli inglesi dalla loro isola.

Certo, la popolazione irlandese dà filo da torcere agli inglesi. Moltiplicano assalti e strategie militari per resistere.

Ma non possono competere con un’Inghilterra i cui soldati sono molto più numerosi, finanziati direttamente da Londra, meglio preparati e più equipaggiati per la guerra.

Il periodo del colonialismo imposto e forzato

Enrico VIII - Dominio pubblico

Enrico VIII - Dominio pubblico

Nel corso dei secoli, il Regno d’Inghilterra estende quindi la sua dominazione sull’Irlanda. Si instaurano politiche di piantagioni e gli irlandesi sono costretti a vivere sotto il dominio di coloni imperialisti decisi a fare dell’Irlanda il loro nuovo territorio.

Gli irlandesi vedono gli inglesi appropriarsi delle loro terre e iniziare a coltivarle. Per di più, questi ricchi inglesi impiegano gli stessi irlandesi per curare i loro terreni, arare, piantare e raccogliere… tutto per salari irrisori.

Nel frattempo, i nobili inglesi amministrano i territori irlandesi, decidono la politica locale e regolano le leggi della vita quotidiana.

L’ultimo affronto: gli inglesi, che si sono separati dalla Chiesa cattolica e hanno istituito il loro re Enrico VIII come capo della Chiesa anglicana, tentano con ogni mezzo di convertire gli irlandesi cattolici al protestantesimo… Uno scandalo vero e proprio per la popolazione irlandese, nota per il suo forte attaccamento alla fede cattolica sin dal V secolo, quando San Patrizio evangelizzò l’isola!

Enrico VIII proclamato re del Regno d’Irlanda

Oliver Cromwell – Dominio pubblico

Oliver Cromwell – Dominio pubblico

La tensione diventa palpabile… fino al 1541, quando tutto accelera per l’Irlanda: una minoranza protestante britannica che domina il Parlamento irlandese fa approvare un atto che proclama Enrico VIII d’Inghilterra re d’Irlanda.

Un testo violentemente criticato e contestato dagli irlandesi, che vedono in questo atto un’umiliante ufficializzazione della supremazia inglese sull’Irlanda.

Si organizzano rivolte, ma la rabbia irlandese viene rapidamente repressa nel sangue. Nomi tristemente emblematici come quello di Oliver Cromwell terrorizzano la popolazione. Gli irlandesi vengono massacrati in gran numero. Uomini, donne e bambini muoiono sotto la violenza inglese, gettando l’Isola di Smeraldo in un’ondata di terrore che segnerà per sempre la storia del paese.

Il periodo della segregazione anti-cattolica

Gli anni passano. Gli irlandesi sono rassegnati ma non nascondono la loro rabbia e le tensioni continuano fino agli anni 1800.

In quegli anni, l’Inghilterra approfitta della situazione e prosegue la sua politica colonialista. Attua misure sempre più repressive per annientare i diritti degli irlandesi.

Convinti che gli irlandesi siano inferiori (molti testi storici riportano tristemente questi termini), mettono in atto una politica anti-cattolica per privarli dei loro diritti civili più fondamentali e favorire la loro miseria sociale.

Così, gli irlandesi cattolici vedono i loro diritti fondamentali erodersi. Vengono introdotte leggi penali che annullano la loro libertà. Vengono loro negati:

  • il diritto di voto,
  • il diritto di essere eletti al Parlamento,
  • l’accesso all’università del Trinity College di Dublino,
  • il possesso di un cavallo,
  • il possesso di armi da fuoco…
  • ecc.

Tante leggi che precipitano numerosi tentativi di sollevazione e ribellione.

L’implementazione dell’Act of Union

Re Giorgio III d’Inghilterra decide di unificare i suoi territori

Il Parlamento irlandese, pochi anni prima della sua dissoluzione con l'Act of Union

Il Parlamento irlandese, pochi anni prima della sua dissoluzione con l’Act of Union

Nonostante il braccio di ferro secolare tra Irlanda e Inghilterra, Giorgio III ritiene sia giunto il momento di firmare l’Act of Union (Atto di Unione), un testo che incorpora ufficialmente l’Irlanda, il Galles e la Scozia in un territorio chiamato “Regno Unito“.

Si tratta di una mossa che permette a Giorgio III di estendere la sua supremazia e di ufficializzare la situazione geopolitica irlandese come una realtà: d’ora in poi, l’Irlanda deve essere considerata britannica.

Sorprendentemente, l’Act of Union fu percepito da alcuni irlandesi dell’epoca come un’opportunità. Per alcuni, un tale testo poteva far sperare in una forma di emancipazione controllata. Alcuni attendevano che l’Irlanda potesse riconquistare una forma di indipendenza, pur restando legata al Regno Unito…

Una speranza alimentata dal Primo Ministro inglese dell’epoca, William Pitt, che promise alla popolazione irlandese che l’Act of Union avrebbe permesso loro di riottenere diritti fondamentali come il diritto di voto e quello di essere eletti al Parlamento.

Promesse vane, mai mantenute dal re Giorgio III… Appena firmato, l’Act of Union favorì chiaramente gli interessi britannici, a discapito di quelli irlandesi. Il re Giorgio III ritirò tutte le promesse del suo ministro, gettando l’Irlanda in una situazione geopolitica in cui la sua popolazione risultava chiaramente svantaggiata rispetto agli inglesi.

Testo dell’Atto di Unione

L’Act of Union risale precisamente al 1800. Al momento della sua presentazione, comprendeva 8 articoli:

  • Gli articoli 1, 2, 3 e 4 trattano gli aspetti legati al funzionamento politico dell’Unione. Si autorizzava così l’Irlanda a eleggere 100 deputati irlandesi, incaricati di rappresentare gli interessi irlandesi al Parlamento del Regno Unito.
  • L’articolo 5 ufficializza la creazione di una Chiesa protestante unita d’Inghilterra e Irlanda.
  • L’articolo 6 contiene leggi relative alla dogana, esentando dalla tassazione la maggior parte degli scambi all’interno del Regno Unito. (Le tasse sulle importazioni verso l’Irlanda sono tuttavia mantenute).
  • L’articolo 7 richiede all’Irlanda un contributo di bilancio annuale pari a 2/17 delle spese del Regno Unito.
  • L’articolo 8 presenta il funzionamento giuridico-legale del Regno Unito.

Questo testo fu votato dal Parlamento irlandese e dal Parlamento di Gran Bretagna. A quell’epoca, entrambi i Parlamenti vietavano il voto ai cattolici, impedendo così consapevolmente agli irlandesi di esprimersi contro l’Atto di Unione.

Quanto ai deputati che osarono opporsi al voto di questo Atto, furono generosamente corrotti con tangenti di ogni tipo, fino a quando l’Atto fu approvato con 158 voti favorevoli contro 115 contrari.

Dopo questo voto, fu creato un vessillo rappresentante il Regno Unito, denominato Union Jack (la bandiera dell’Unione). È la bandiera che conosciamo ancora oggi. Essa è blu, rossa e bianca, e unisce le bandiere d’Inghilterra e Scozia, integrando la Croce di San Patrizio, simbolo alto dell’Irlanda.

Conseguenze dell’Atto di Unione sull’Irlanda

Un’Irlanda divisa, segnata dalle disuguaglianze sociali

Daniel O'Connell - Dominio pubblico

Daniel O’Connell - Dominio pubblico

L’Act of Union entra in vigore all’inizio del 1800 e rimane tale per oltre trent’anni. Trenta anni difficili, durante i quali in Irlanda emerge una società diseguale, con un divario sociale crescente tra gli irlandesi (spesso poveri e privi di diritti) e gli inglesi protestanti (provenienti da famiglie ricche, protetti dai loro governi britannici).

I britannici si arricchiscono investendo massicciamente nelle nuove industrie. Industrie principalmente concentrate nel Nord, a Belfast, che permettono lo sviluppo di attività come l’industria tessile e i cantieri navali (con la costruzione dei famosi Harland & Woff, che daranno poi vita al Titanic).

Di conseguenza, si assiste all’arricchimento del Nord dell’Irlanda… a discapito del Sud…

Gli irlandesi, furiosi, assistono impotenti alla spoliazione della loro isola e delle loro risorse. Una situazione inaccettabile che porterà alla ribalta un uomo: Daniel O’Connell (1775-1847). Questo irlandese era convinto che fosse possibile riconquistare i diritti civili lottando pacificamente. Il suo instancabile lavoro gli permise di vincere molte battaglie politiche contro i britannici… e di apportare veri cambiamenti al testo dell’Act of Union. Tanto che oggi è considerato un eroe nazionale!