Appena svelata, la nuova statua di cera di Taylor Swift al National Wax Museum Plus di Dublino si è ritrovata immediatamente al centro di un vero e proprio bad buzz. Pensata per stupire e far felici i fan della popstar americana, la replica in cera di Taylor Swift ha invece scatenato una polemica. Definita “un’atrocità” o “un manichino di plastica rubato da un negozio”, le critiche si sono moltiplicate fin dalle prime immagini diffuse. Il motivo? Una somiglianza ritenuta insufficiente con la cantante, soprattutto nel volto, e un trucco giudicato eccessivo.
Una situazione che divide gli irlandesi e diverte più di qualcuno!
Una riproduzione in cera ispirata all’Eras Tour… ma contestata
Un lavoro lungo che non convince del tutto
Realizzata dopo mesi di lavoro, la statua si ispira direttamente all’“Eras Tour”. Taylor Swift è rappresentata con un abito scintillante, una chitarra rosa e stivali argentati.
L’obiettivo era chiaro: ricreare l’energia unica della cantante e offrire ai visitatori del museo di Dublino un’esperienza realistica.
Sulla carta, tutti gli ingredienti ci sono. La scultura riprende i codici visivi iconici della tournée e i materiali utilizzati — cera per il volto, resina per il corpo — rispettano gli standard del settore.
Ma nella realtà, il risultato finale divide. Se alcuni visitatori apprezzano lo sforzo e riconoscono la volontà di modernizzare l’esposizione, molti ritengono che la statua non catturi fedelmente i tratti dell’artista. C’è chi la considera addirittura un’offesa!
Questo scarto alimenta una frustrazione ancora più forte, considerando che Taylor Swift è una delle personalità più riconoscibili al mondo.
Un momento delicato per il museo
Una nuova polemica dopo critiche passate
Questo bad buzz arriva in un momento già delicato per il museo. Il National Wax Museum era stato recentemente criticato per una statua di Sinéad O’Connor, anch’essa giudicata poco somigliante e poi rimossa.
In questo contesto, la nuova figura di Taylor Swift era attesa come occasione per rilanciare l’immagine dell’istituzione. L’effetto, per ora, è stato l’opposto: la polemica riaccende il dibattito sulla qualità delle sculture e sulla capacità del museo di soddisfare le aspettative del pubblico.
Tra viralità e visibilità turistica
Un bad buzz… che attira comunque i visitatori!
Nonostante le critiche, questa controversia offre al museo una visibilità inaspettata. Le reazioni online, spesso ironiche, contribuiscono paradossalmente a far parlare dell’attrazione ben oltre i confini di Dublino.
Non è una novità: nel mondo dei musei delle cere, le statue controverse diventano spesso vere e proprie curiosità. Alcuni visitatori vengono ormai tanto per vedere la somiglianza… quanto per notare le differenze.
In una città come Dublino, dove l’offerta culturale è ampia, questo tipo di buzz — anche negativo — può giocare un ruolo nell’attrattiva turistica! Insomma, i visitatori accorrono con un solo desiderio: farsi una foto accanto a questa statua discussa!